Di Lucia Giallorenzo

Il vescovo di Aversa, Mons. Angelo Spinillo, originario del Vallo di Diano e precisamente di Sant’Arsenio, già vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, in occasione del trentaduesimo anniversario dalla morte, darà domani l’annuncio ufficiale dell’avvio del processo per la beatificazione di Don Peppe Diana, ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994.
Intanto, stamattina, nella parrocchia San Nicola di Casal di Principe, si è tenuto il suo ricordo durante la Messa. “A trentadue anni da quella terribile mattina del 19 marzo 1994 -ha detto il Vescovo Spinillo– ci ritroviamo raccolti nella chiesa in cui avvenne il tremendo atto omicida che colpì a morte il sacerdote don Peppe Diana.

Il ritrovarci ogni anno intorno a questo altare, alla stessa ora in cui la gelida, indecifrabile prepotenza di un uomo puntò un’arma contro nostro fratello e sparò una mortale successione di colpi, non è una semplice cerimonia commemorativa, ma è il segno della nostra convinta adesione alla vocazione, all’invito ad essere, insieme, i membri di un popolo nuovo, di un’umanità nuova che guarda con tutta la propria speranza a Cristo Signore”.
Nell’ascolto si rimane in silenzio. È il silenzio di chi crede che non tutto sia finito in quel dolore umano: da quel chicco di grano caduto in terra e morto potranno sbocciare fiori di grazia nella Chiesa. È l’inizio di un tempo ecclesiale nuovo, in cui si attinge alla fedeltà di don Diana a Cristo, alla sua sequela totale.

C’è un impegno concreto nella diocesi campana di Aversa, come ha spiegato Mons. Angelo Spinillo: “La Diocesi di Aversa, con l’associazione ‘Familiari ed amici di Don Peppe Diana’, raccogliendo i voti ed il pensiero di numerose altre realtà associative e di tanti singoli fedeli ed amici, ha avviato l’iter utile ad iniziare un’inchiesta diocesana che, ci auguriamo, possa darci un’efficace possibilità di conoscere l’intensa spiritualità che ha animato la vita sacerdotale del nostro confratello e la testimonianza finale di fedeltà alla sua vocazione a seguire e ad essere con Cristo, partecipe della sua carità”.

Il presule ha evidenziato come nel cammino di vita di San Giuseppe e di Don Peppe Diana, pur nella diversità delle situazioni, vi sia in entrambi una profonda fedeltà alla vocazione del Signore.
Preziose le riflessioni del vescovo sul valore della fedeltà, intesa come coerenza, ascolto e accoglienza della Parola, fino alla testimonianza del dono di sé, come nel caso di don Diana.
Silenzio, preghiera e comunione, dunque, nella diocesi di Aversa che, con il vescovo Spinillo, apre attraverso il processo di beatificazione uno spiraglio di luce e di grazia nella fede.
LUCIA GIALLORENZO


