
Un momento di profonda spiritualità e condivisione per invocare il dono della pace in un tempo segnato da tensioni e conflitti: la Diocesi di Teggiano-Policastro, guidata da Mons. Antonio De Luca, promuove una Celebrazione Eucaristica che si terrà mercoledì 25 marzo 2026, alle ore 11.30, presso il Convento di San Francesco a Padula, in occasione della solennità dell’Annunciazione del Signore.
L’iniziativa nasce con l’intento di raccogliere in preghiera l’intero territorio per chiedere al Signore il dono della pace per il mondo intero, per i popoli feriti dalla guerra, per le famiglie, le comunità e per il contesto locale.

A presiedere la celebrazione sarà Mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro, che richiama con forza il significato profondo dell’appuntamento: “In questo tempo, segnato da particolari tensioni, inquietudini e diffusi timori -sottolinea- avvertiamo tutti il bisogno di riscoprire il valore alto e concreto della pace, non come semplice aspirazione, ma come responsabilità condivisa, cammino quotidiano e impegno corale”.
Il vescovo di Teggiano-Policastro evidenzia come l’iniziativa rappresenti anche un segno di comunione e affidamento, aggiungendo: “Sarà un momento di comunione e di affidamento, nel quale insieme invocheremo dal Signore il dono della pace per il nostro mondo, per i popoli feriti dalla guerra, per le famiglie, per le comunità e per il nostro territorio”.

Mons. Antonio De Luca richiama inoltre le parole di Papa Leone XIV, indicando una direzione chiara e attuale: “una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante”, fondata non sulla forza delle armi ma su dialogo, fraternità, fiducia e perseveranza nel bene. Particolarmente significativa sarà la presenza delle rappresentanze istituzionali, civili, militari e scolastiche del territorio, chiamate a condividere questo momento come segno concreto di unità e corresponsabilità. È lo stesso vescovo a rimarcare il valore di questa partecipazione: “In tale orizzonte, la presenza delle Istituzioni del territorio assume un valore particolarmente significativo, quale segno di vicinanza alla comunità, di attenzione al bene comune e di condivisa responsabilità nell’educare alla convivenza pacifica, al rispetto e alla solidarietà”.
L’invito è rivolto a sacerdoti, religiosi, fedeli laici, associazioni, operatori della scuola, istituzioni e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, affinché questo momento possa trasformarsi in un segno corale di speranza, capace di tradurre il desiderio di una “pace disarmata e disarmante” in percorsi concreti di fraternità, giustizia e riconciliazione.


