Quello che nel 2002 era nato come una festa tra amici nel piazzale di Villa Olga si è trasformato, stagione dopo stagione, in uno degli appuntamenti più riconoscibili del calendario musicale cilentano. È la storia dell’Ispani Jazz Festival, una rassegna che negli anni ha saputo crescere, aprendosi a collaborazioni nazionali e internazionali e ampliando la propria proposta musicale.

Jazz, pop, swing, musica etnica e altri linguaggi si incontrano nella cornice del borgo medievale di Ispani, piccolo centro del Golfo di Policastro immerso nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. A circa 250 metri sul livello del mare, Ispani conta oggi poco più di una quarantina di abitanti e conserva le tracce di una storia antica. Tra queste ci sono i resti del castello di Ruggero I, datati al 1055.
Le origini dell’attuale nucleo abitativo risalgono al tardo Medioevo, quando le popolazioni dei comuni costieri vicini, costrette a lasciare le zone esposte alla malaria e alle incursioni dei pirati, trovarono rifugio sulle colline dell’entroterra. Nel tempo il piccolo insediamento assunse diversi toponimi, fino ad arrivare all’attuale denominazione di Ispani.
È in questo contesto che il festival ha costruito la propria identità, portando la musica tra le strade e gli spazi del borgo e contribuendo, negli anni, a far conoscere Ispani anche attraverso gli artisti ospitati.

Il programma di quest’anno si apre giovedì 27 agosto alle 22 con il concerto di Sarah Jane Morris insieme al Solis String Quartet. Il quartetto può vantare importanti esperienze nel panorama musicale italiano, tra partecipazioni al Pavarotti & Friends e diverse presenze al Festival di Sanremo.

La rassegna proseguirà venerdì 28 agosto, sempre alle 22, con “The South Project”, progetto che riunisce alcuni nomi di rilievo della scena musicale, tra cui Giuliano Perin, Stefano Benini, Andrea Tarozzi, Giovanni De Sossi e Carlo Caligiuri.


