di Elia Rinaldi
Il 22 aprile scorso la Giunta comunale di Padula, guidata dalla sindaca Michela Cimino, si è riunita per chiedere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di premiare il concittadino Michele Specchiale. Diciotto anni fa stava lavorando su un trattore quando è successo l’incidente. L’amputazione dell’arto superiore sinistro è il tipo di evento che divide una vita in due parti distinte: prima e dopo.

Specchiale ha trascorso il periodo di riabilitazione al Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio, in Emilia. Lì ha imparato a usare una protesi mioelettrica. Lì ha anche conosciuto Daniela, che sarebbe diventata sua moglie. Lui stesso definisce la loro unione “bionìa” — la stessa parola che ha scelto come nome d’arte. Hanno due figlie: Giulia, di sedici anni, e Martina, di dieci.
Come Miky Bionic, Specchiale si esibisce in console con la protesi. È considerato un caso unico al mondo, e non è un’espressione buttata lì: non risulta che nessun altro dj abbia sviluppato una tecnica simile con un arto artificiale. Nel frattempo, continua a fare anche il lavoro di sempre, quello di manutentore elettrico ed elettromeccanico in azienda. Non è un dettaglio marginale: è una parte della storia che tiene a raccontare.

Il 6 marzo scorso era sul palco della cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. In platea, tra gli altri, c’era il Presidente Mattarella. Non era nemmeno la prima volta che si trovava a esibirsi alla sua presenza: in precedenza era già stato ospite della Tenuta presidenziale di Castelporziano. È dj ufficiale del Comitato Italiano Paralimpico e testimonial del progetto SuperAbile INAIL. Ma c’è un altro pezzo di questa storia che la delibera comunale descrive con attenzione. Specchiale va negli ospedali. Entra nei reparti, si siede accanto a chi ha appena perso un arto o sta affrontando una riabilitazione difficile e racconta la propria esperienza. Va nelle scuole a parlare di disabilità e di bullismo. Collabora con associazioni che si occupano di inclusione e sicurezza sul lavoro. Non sono attività occasionali: sono diventate una parte strutturata della sua vita.

La sindaca Michela Cimino ha scritto al Quirinale spiegando le ragioni della candidatura. Nella lettera c’è anche un passaggio più personale: per Specchiale, si legge, ricevere un’onorificenza dalle mani del Presidente “costituirebbe la realizzazione di un sogno coltivato con discrezione e sincerità”, e che lui stesso “si commuove nel solo immaginare tale possibilità”. Adesso la pratica è al Quirinale. La risposta, se arriverà, non ha tempi certi.


