Nuove risorse per le aziende bufaline e un rafforzamento delle misure di prevenzione: è su questo doppio binario che si muove l’ultimo intervento della Regione Campania per affrontare le conseguenze dell’emergenza brucellosi e tubercolosi.
Prosegue il percorso di sostegno alle aziende bufaline campane colpite dall’emergenza sanitaria legata a brucellosi e tubercolosi. Con il decreto dirigenziale n. 9 del 22 aprile 2026, la Regione ha disposto la liquidazione di oltre 2,4 milioni di euro destinati alle imprese che, tra il 2017 e il 2021, hanno subito la distruzione parziale o totale delle mandrie nell’ambito delle misure straordinarie di contenimento delle malattie infettive.
Il provvedimento si inserisce in un piano più ampio avviato nei mesi scorsi. Già a novembre, con un precedente decreto, erano stati stanziati oltre 9,2 milioni di euro per il triennio 2025-2027 a favore di 271 aziende. Una parte consistente delle risorse, superiore ai 6 milioni, è stata già erogata nel corso del 2025, a conferma di una strategia che punta a garantire continuità agli interventi economici.
Accanto agli indennizzi, l’amministrazione regionale sta intervenendo anche sul fronte della prevenzione. Il 21 aprile la Direzione Generale Politiche Agricole ha approvato la graduatoria provvisoria relativa all’intervento SRD02, inserito nel Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027. Il programma, con una dotazione di 14 milioni di euro, finanzia investimenti mirati a migliorare le condizioni degli allevamenti, con particolare attenzione agli aspetti ambientali e al benessere animale.
Secondo l’assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, il comparto bufalino rappresenta una componente strategica dell’economia agricola regionale. L’azione della Regione si muove su due direttrici: da un lato il sostegno economico alle aziende che hanno subito danni rilevanti, dall’altro il rafforzamento degli investimenti strutturali per prevenire nuove criticità.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare le imprese non solo nel superamento delle difficoltà legate all’emergenza sanitaria, ma anche in un percorso di crescita più stabile e sostenibile. Un’impostazione che guarda al lungo periodo e punta a consolidare la competitività della filiera bufalina campana, favorendone la valorizzazione sui mercati nazionali e internazionali.


