Dal 28 marzo al 4 aprile 2026, il territorio di Polla accoglie “Memoria attiva”, un progetto che riunisce i lavori degli studenti e delle studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Roma, portando al centro dell’attenzione pratiche artistiche capaci di dialogare con il patrimonio locale. Tra questi, “Intrecci con il corpo” di Francesca Atzori si distingue per un approccio che intreccia, in senso letterale e simbolico, tradizione e contemporaneità.

Il progetto nasce da una domanda precisa: come possono i gesti tradizionali legati all’intreccio e al costume femminile del Vallo di Diano essere tradotti in un linguaggio artistico attuale, tra tessitura e fotografia. La risposta prende forma attraverso un’indagine sul fare inteso come pratica collettiva, in cui corpo, materia e territorio si incontrano all’interno di un laboratorio partecipativo.
A essere coinvolte sono quattro abitanti di Polla, tutte oltre i cinquant’anni, custodi di saperi legati alla manualità e alla tradizione femminile. Il loro contributo non si limita alla partecipazione operativa, ma si estende alla condivisione di gesti, racconti e memorie che diventano parte integrante del processo creativo. In questo contesto, l’intreccio non è soltanto tecnica, ma linguaggio attraverso cui si trasmette un patrimonio culturale vivo.
Il cuore del progetto è rappresentato dall’esplorazione di una pratica di intreccio corporeo realizzata con lana grezza non filata, lavorata senza l’ausilio di strumenti. Sono il corpo e i suoi movimenti, in particolare quelli delle mani e delle braccia, a diventare strumenti di lavoro, richiamando gesti quotidiani come l’acconciatura dei capelli in trecce, un’abitudine radicata nella tradizione femminile locale.
L’esito finale si concretizza in un’installazione composta da un drappo collettivo, frutto del lavoro condiviso, accompagnato da una documentazione fotografica che restituisce le fasi del laboratorio. Un racconto visivo che testimonia non solo il risultato, ma soprattutto il processo, mettendo in evidenza il valore dell’esperienza condivisa e del sapere tramandato.
“Intrecci con il corpo” si inserisce così in un percorso più ampio che, attraverso “Memoria attiva”, prova a rileggere il rapporto tra arte e territorio, proponendo una riflessione su come le pratiche tradizionali possano essere rinnovate senza perdere il loro legame con la comunità.


