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Epatite A, contagi anche nel Salernitano: 12 casi accertati tra città, Cilento e Vallo di Diano. La Regione rafforza controlli e vaccini

Anche la provincia di Salerno si trova a fare i conti con un aumento dei casi di epatite A: sono attualmente 12 i contagi accertati -come riporta Il Mattino- distribuiti tra il capoluogo (cinque), l’area nord dell’agro nocerino sarnese (quattro), il Cilento (due) e il Vallo di Diano (uno). I pazienti presentano la sintomatologia tipica dell’infezione epatica virale, con ittero, spossatezza e valori delle transaminasi elevati, e il maggior numero di accessi si registra al Ruggi di Salerno. Nel dettaglio, alcuni casi sono monitorati anche in strutture sanitarie del territorio, tra cui Nocera Inferiore, Vallo della Lucania e Polla, mentre altre segnalazioni sospette sono in fase di verifica nei distretti di Eboli e della Valle dell’Irno. Il quadro, pur sotto controllo, evidenzia una possibile trasmissione legata alla catena alimentare, elemento che sta orientando le indagini epidemiologiche.

L’ipotesi del contagio alimentare

Come accade frequentemente per questo tipo di infezione, il sospetto principale riguarda la trasmissione oro-fecale attraverso alimenti contaminati. Sotto osservazione, in particolare, ci sono i frutti di mare consumati crudi o poco cotti e la verdura non adeguatamente lavata, mentre le indagini sui pazienti stanno ricostruendo i pasti consumati nelle settimane precedenti, considerato il lungo periodo di incubazione del virus (15-50 giorni). Si cerca ora un possibile denominatore comune, come un ristorante, un mercato ittico o una specifica filiera di distribuzione.

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La risposta della Regione Campania

In questa ottica, la Regione Campania ha deciso di rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione e controllo, mettendo in campo un’azione strutturata su più livelli. Come si legge nella nota diffusa nelle ultime ore dagli uffici regionali, “la Regione Campania, attraverso la DG Salute – Settore Prevenzione Collettiva, Sanità Pubblica e Veterinaria – ha progressivamente rafforzato tutte le principali leve di sanità pubblica necessarie a contenere l’attuale incremento dei casi di epatite A”.

In particolare, sono stati potenziati:

  • la sorveglianza epidemiologica
  • la gestione tempestiva dei casi e dei contatti
  • i controlli ufficiali sulla filiera alimentare
  • gli approfondimenti di laboratorio e ambientali

Parallelamente, è stato disposto anche un ampliamento dell’offerta vaccinale gratuita antiepatite A, rivolta alle categorie più esposte o fragili, tra cui:

  • personale sanitario e sociosanitario
  • operatori della filiera alimentare
  • pazienti a rischio
  • popolazione pediatrica in relazione all’esposizione

Resta inoltre garantita la vaccinazione gratuita per i contatti stretti dei soggetti infetti, con l’obiettivo di contenere rapidamente eventuali focolai.

Sintomi e prevenzione: le indicazioni

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette principalmente attraverso cibi o acqua contaminati oppure per contatto diretto con persone infette. I sintomi più comuni sono:

  • febbre e malessere generale
  • nausea e dolori addominali
  • urine scure
  • ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi)

Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa, ma negli adulti e nei soggetti con patologie epatiche può risultare più impegnativa.

Fondamentale, dunque, la prevenzione, che passa attraverso alcune semplici ma decisive regole:

  • lavare accuratamente le mani
  • consumare solo alimenti ben cotti, in particolare i molluschi bivalvi
  • lavare con attenzione frutta e verdura
  • acquistare prodotti solo da rivenditori autorizzati
  • evitare cibi di dubbia provenienza

Per quanto riguarda i frutti di bosco surgelati, è raccomandata la cottura a 100°C per almeno 2 minuti, evitando il consumo a crudo.

Situazione sotto controllo, ma alta l’attenzione

Al momento il territorio salernitano vive una situazione di attenzione e vigilanza, con controlli in corso lungo tutta la filiera alimentare e nei contesti più esposti. L’obiettivo resta quello di individuare rapidamente l’origine dei contagi e prevenire ulteriori diffusioni, attraverso una combinazione di monitoraggio, prevenzione e corretti comportamenti alimentari. Una risposta coordinata che punta a mantenere sotto controllo quella che, al momento, appare come una “scia” di contagi da tavola, evitando che possa trasformarsi in un fenomeno più esteso.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI CONSULTARE IL LINK: https://polointegrato.it/blog/2026/02/21/potenziati-i-controlli-lungo-la-filiera-la-filiera-dei-molluschi-bivalvi/

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