Oggi, 12 marzo, una delegazione di Padula è giunta a Palermo per commemorare l’anniversario dell’uccisione di Joe Petrosino. Accanto al pronipote dell’eroe, Nino Melito Petrosino, al presidente Pasquale Chirichella e ai rappresentanti dell’Associazione Joe Petrosino, il consigliere comunale Giuseppe Tierno ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale e della città di Padula, riaffermando il legame indissolubile nel segno della legalità. Tierno ha ricordato ai presenti che il compito degli amministratori comunali, che rappresentano le istituzioni, è quello di portare avanti la memoria e i valori di Joe Petrosino, custodendo la storia e promuovendo l’esempio di impegno civile che l’investigatore ha lasciato.
Le celebrazioni per il 117esimo anniversario della morte del poliziotto italoamericano, ucciso dalla mafia il 12 marzo 1909, si svolgeranno tra Palermo e alcuni centri della provincia fino a domani. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS di Padula, coinvolge istituzioni, scuole e cittadini in incontri, momenti di memoria e iniziative culturali.
Le commemorazioni sono iniziate mercoledì 11 marzo a Bagheria con un incontro dedicato agli studenti nell’aula magna del Liceo ginnasio di Stato “Francesco Scaduto”, in cui è stata raccontata la figura di Petrosino e la sua attività nella lotta alla criminalità organizzata. Nel pomeriggio la cerimonia si è spostata a Palermo, dove nella Basilica della Santissima Trinità del Cancelliere, alla Magione, è stata celebrata una messa in memoria dell’investigatore.
Stamattina, giorno dell’anniversario, la commemorazione ufficiale si è tenuta in piazza Marina a Palermo, luogo in cui Petrosino venne ucciso, alla presenza delle autorità civili e militari. In serata, nei locali dell’VIII circoscrizione, in via Fileti 19, sarà inaugurata la sezione palermitana dell’Associazione Internazionale Joe Petrosino ETS. Le iniziative si concluderanno domani a Palazzo Adriano con una giornata di studio dedicata alla figura dell’investigatore e al suo ruolo nella storia della lotta alla mafia.
Joe Petrosino occupa un posto significativo nella storia dell’emigrazione italiana e nella nascita delle moderne strategie investigative contro la criminalità organizzata. Nato a Padula nel 1860 con il nome di Giuseppe Petrosino, emigrò negli Stati Uniti nel 1873 e crebbe a Little Italy, a New York. Dopo aver svolto diversi lavori, tra cui venditore di giornali e lustrascarpe, ottenne la cittadinanza americana e nel 1883 entrò nel Dipartimento di polizia di New York, diventando uno dei primi agenti di origine italiana. La sua conoscenza della lingua e dei dialetti italiani lo rese fondamentale nelle indagini all’interno della comunità degli immigrati, dove la polizia faticava a operare.
Con il tempo, Petrosino divenne investigatore e fu promosso tenente, guidando una squadra di agenti italoamericani incaricata di contrastare le attività della “Mano Nera”, una rete criminale dedita a estorsioni e altri reati che colpiva gli stessi immigrati italiani. Nel 1909 arrivò a Palermo in missione riservata per raccogliere informazioni sui precedenti penali di alcuni criminali emigrati negli Stati Uniti, al fine di permetterne l’espulsione. La sera del 12 marzo, mentre si trovava in piazza Marina, fu raggiunto da quattro colpi di pistola e ucciso. L’omicidio, attribuito alla mafia, suscitò grande impressione in Italia e negli Stati Uniti, diventando uno dei primi episodi simbolo della lotta internazionale contro le organizzazioni criminali.
A più di un secolo dalla sua morte, Petrosino resta ricordato come l’investigatore che, tra due continenti, cercò di proteggere la comunità degli emigrati italiani. Le giornate di commemorazione tra Bagheria, Palermo e Palazzo Adriano intendono mantenere viva la memoria di una storia che unisce Italia e Stati Uniti.


