di GIUSEPPE D’AMICO
Concessi al poeta Elio Pecora, originario di Sant’Arsenio, i benefici della Legge Bacchelli. La decisione è stata assunta dal Governo nel corso dell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri. A darne notizia all’interessato è stata l’Agenzia ANSA.
Emanata dal Governo Craxi, la Legge 8 agosto 1985, n. 440 prende il nome dallo scrittore Riccardo Bacchelli e istituisce un vitalizio straordinario a favore dei cittadini italiani di chiara fama che versano in stato di particolare necessità e hanno portato lustro al Paese con meriti in campo scientifico, letterario, artistico, economico, lavorativo, sportivo e nel disimpegno di uffici pubblici o di attività svolte a fini sociali, filantropici e umanitari. Tra i requisiti per poterne beneficiare: essere cittadini italiani; non aver riportato condanne penali irrevocabili con conseguente interdizione dai pubblici uffici e l’aver dato lustro al Paese in vari ambiti, a livello nazionale e internazionale.
Il primo a beneficiarne fu, appunto, Riccardo Bacchelli, l’indimenticato autore bolognese di testi quali “Il mulino del Po” e “Il diavolo al Pontelungo”. Tra le persone più note che nel corso degli anni hanno ricevuto il vitalizio ci sono la poetessa Alda Merini, la scrittrice Anna Maria Ortese, il poeta, scrittore e drammaturgo Dario Bellezza, lo scrittore Daniele Del Giudice, l’attrice Alida Valli, l’attore Salvo Randone, il pugile Duilio Loi, il cantautore Joe Sentierie Giorgio Perlasca, il commerciante italiano che durante la Seconda guerra mondiale si finse Console generale spagnolo a Budapest, in Ungheria, e salvò più di 5mila ebrei ungheresi che altrimenti sarebbero stati deportati nei campi di concentramento dal regime nazista. Il vitalizio fu concesso anche al campione di ciclismo Gino Bartali e all’attrice Laura Antonelli che, però, lo rifiutarono.

poeta tra i più apprezzati in Italia
Per Elio Pecora, nato nel 1936 a Sant’Arsenio, ma residente dagli anni ’60 a Roma, l’assegnazione del vitalizio è stata una sorpresa: “Non ero stato informato“, però, “mi fa molto piacere e ne sono grato“, ha sottolineato, raccontando di non avere “mai avuto nulla, finora, dallo Stato“, né di aver “mai pensato di chiedere qualcosa: per anni ho effettuato collaborazioni in programmi culturali alla radio, ho scritto sui giornali, senza, purtroppo, accertarmi del versamento dei contributi all’Inps“.
La pratica per l’accesso del poeta alle risorse del fondo Bacchelli (che fissa un ammontare annuo che non può superare i 24.000 euro) aveva subito dei rallentamenti per una piccola proprietà immobiliare, senza grande valore, nel paese di origine. L’attività letteraria del poeta si è sviluppata su vari fronti: ha pubblicato una ventina di raccolte di poesie (fra le più note “Rifrazioni” e “La chiave di vetro“), un romanzo, “Estate” (edito da Bompiani), ma anche diverse fiabe e monologhi teatrali.
Forte fu il legame di Pecora con Sandro Penna, conosciuto nella Capitale e frequentato sino alla sua morte, nel 1977, e a cui ha dedicato la biografia “Una cheta follia“, stampata da Frassinelli prima e da Sperling & Kupfer, poi, un testo che ha contribuito sensibilmente alla diffusione e alla conoscenza delle sue opere. La poesia di Pecora è stata definita dai critici “nitida e netta”. Prova ne sono i tanti versi nei quali, con tenerezza e nostalgia, indaga il presente: “Eravamo la goccia che chiude il mondo e l’incauta felicità la nota che s’alza dal flauto e penetra il cielo. Tu vai in questo febbraio di vento, poi apprestando la cena parliamo delle cose di ieri“, si legge, infatti, in un’antologia di alcuni anni fa.
Pur vivendo a Roma Elio Pecora non ha mai interrotto i rapporti con il paese di origine dove amava trascorrere il periodo estivo organizzando importanti iniziative culturali. Elio Pecora ha collaborato per la critica letteraria con quotidiani e riviste (tra cui La Voce Repubblicana, La Stampa – Tuttolibri, Il Mattino, la Repubblica – Mercurio, L’Espresso, Strumenti critici, Belfagor) e con programmi culturali della RAI. Nel 2006 l’Università di Palermo, Facoltà di Scienze della Formazione, lo ha insignito della Laurea ad honorem in Scienze della Comunicazione. Per conto della stessa Facoltà le edizioni San Marco dei Giustiniani, nel 2008 hanno pubblicato il volume “L’avventura di restare” (le scritture di Elio Pecora) a cura di Roberto Deidier. Nel 2017 è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nell’agosto del 2023 fu insignito della Benemerenza civica concessa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Donato Pica.

raccolta di poesie di Elio Pecora
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Le modalità di concessione del beneficio della Legge Bacchelli sono previste dal D.P.C.M. 4 febbraio 2010, a norma del quale le domande di concessione dell’assegno vitalizio sono registrate in un’apposita banca dati presso l’ufficio competente del Segretariato generale e vagliate per verificare il possesso dei requisiti necessari. In particolare, quanto ai meriti e riconoscimenti ottenuti dal richiedente, la documentazione fornita deve contenere oggettivi riscontri da cui desumere che l’attività svolta ha accresciuto il prestigio dell’Italia, anche a livello internazionale. Potrà quindi consistere, ad esempio, in giudizi positivi formulati dalla critica e dalla stampa specializzata, in apprezzamenti e segnalazioni da parte di personalità riconosciute a livello nazionale o in attestazioni di merito di esperti, accademici, enti, organismi o istituzioni di varia natura, pubblici e privati. Quanto invece allo stato di necessità economica, la documentazione dovrà comprovare una situazione economica complessiva di particolare necessità, tale da far emergere l’esigenza di restituire un’esistenza dignitosa all’interessato.
Secondo il testo del D.P.M. citato, tale esigenza sussiste sia in presenza di una situazione reddituale complessivamente non superiore al reddito medio della popolazione italiana, come rilevato annualmente da organi istituzionali, che di circostanze di straordinaria ed obiettiva necessità.
La richiesta dell’assegno vitalizio, corredata della documentazione necessaria, è poi sottoposta al vaglio di un’apposita Commissione, che resta in carica quattro anni. Dell’ultima, in carica fino al 2025, fanno parte la scrittrice Dacia Maraini, il produttore cinematografico Roberto Cicutto (entrambi già membri della precedente Commissione) e il linguista e filologo Luca Serianni.
Se la Commissione da esito positivo, l’attribuzione del vitalizio è deliberata dal Consiglio dei Ministri e attribuita con decreto del Presidente della Repubblica. L’assegno potrà poi essere eventualmente revocato nell’ipotesi di condanna penale irrevocabile del beneficiario, con conseguente interdizione dai pubblici uffici, o se viene meno il suo stato di particolare necessità.


