Ci sono automobili che non si limitano a trasportare persone, ma raccontano un’epoca, un modo di vivere, una visione del futuro. L’Alfa Romeo Spider è una di queste. Non è soltanto una spider: è un simbolo della creatività italiana, della sua ingegneria raffinata e di quel legame profondo tra uomo, macchina e strada che oggi rischiamo di dimenticare.

Un’auto figlia del suo tempo
Quando nel 1966 Alfa Romeo presenta al mondo la Spider, l’Italia vive il pieno del boom economico. È un Paese che cresce, sogna, sperimenta. L’automobile diventa espressione di libertà e identità, e Alfa Romeo coglie perfettamente lo spirito del tempo: creare una roadster moderna, sportiva, accessibile, ma senza compromessi sul piano tecnico.
La Spider nasce per il mondo, in particolare per gli Stati Uniti, ma parla una lingua profondamente italiana: quella del design firmato Pininfarina, dell’eleganza non ostentata, della sportività autentica.

Il coraggio del design
La prima serie, il celebre Duetto “osso di seppia”, rompe gli schemi. Linee morbide, coda affusolata, cofano lungo e abitacolo arretrato: una scelta stilistica audace, inizialmente discussa, ma destinata a diventare iconica.
È la dimostrazione che l’innovazione, quando è sincera, può anticipare il gusto e non inseguirlo.

Tecnologia al servizio del piacere di guida
Sotto quella carrozzeria elegante batte un cuore che è pura ingegneria Alfa Romeo:
motore bialbero in alluminio, cambio a cinque marce, freni a disco sulle quattro ruote, trazione posteriore.
Soluzioni che negli anni Sessanta erano tutt’altro che scontate e che rendevano la Spider una vettura avanzata, pensata per chi amava davvero guidare. Non era un’auto da numeri, ma da sensazioni: sterzo diretto, sound inconfondibile, equilibrio dinamico che ancora oggi sorprende.
Una lunga vita, una sola anima
Dal 1966 al 1993, attraversando quattro generazioni, l’Alfa Romeo Spider evolve senza mai tradire sé stessa. Cambiano le forme, le normative, i materiali, ma resta intatto il suo spirito: una spider vera, sincera, capace di creare un rapporto emotivo con chi la guida. Il cinema, con Il Laureato, la rende immortale nell’immaginario collettivo, ma è la strada – quella vera – a consacrarla definitivamente.
Perché oggi conta ancora
Come presidente del Club Salerno Autostoriche, credo che la Spider rappresenti perfettamente il valore culturale dell’automobile storica. Non è nostalgia sterile, ma memoria tecnica e sociale. È un mezzo attraverso cui raccontiamo ai più giovani cosa significava progettare con coraggio, costruire con passione, guidare con rispetto.
Preservare una Spider oggi non vuol dire solo conservare un’auto, ma difendere un patrimonio di idee, di stile e di ingegneria che ha reso grande l’Italia nel mondo. L’Alfa Romeo Spider non è un oggetto da museo, ma una compagna di viaggio. È vento tra i capelli, meccanica che respira, bellezza che resiste al tempo. Ed è nostro dovere, come appassionati e come custodi della storia automobilistica, continuare a raccontarla, farla vivere, farla capire.
Perché certe auto non si possiedono: si tramandano.
di Dino Nardiello,
Presidente del Club Salerno Autostoriche.


