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Hikikomori, a Salerno una giornata di confronto su un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani (VIDEO)

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Si è svolta a Salerno, per iniziativa del Gruppo Logos, impegnato da 30 anni in tutta la provincia nella lotta alle dipendenze, una giornata di formazione e confronto dedicata al fenomeno che, in giapponese, è chiamato “Hikikomori”. Due le parole che compongono il termine: hiku, che vuol dire “tirare”, e komuru, cioè “ritirarsi”. In sostanza, questa parola descrive il comportamento di chi decide di ritirarsi dalla vita sociale per un periodo lungo, che può durare qualche mese o addirittura alcuni anni. L’unica possibilità di “sopravvivenza” è, per chi è colpito da tale condizione (perlopiù giovani tra i 14 e i 30 anni), l’allontanarsi dalla vita pubblica per chiudersi nella propria stanza e, magari, come avviene spesso, comunicare con l’esterno solo attraverso bigliettini o mezzi simili. Il contatto diretto è ridotto al minimo.

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La giornata –spiega a Vallopiù il dottore Aniello Baselice – è stata organizzata nell’ambito del progetto “GiovaMenti-La comunità che promuove benessere”, al quale collaborano, come partner, il Comune di Salerno, il Ministero della Giustizia, l’Asi di Salerno, l’associazione “Hikikomori Italia”, la fondazione “Caritas Salerno”, la polisportiva “Salerno Guiscards”, la fondazione “Cassa di Risparmio Salernitana”, la cooperativa sociale “Prisma” e l’ente del terzo settore “Ai.Bi. Amici dei Bambini”. L’incontro ha offerto strumenti di lettura grazie all’intervento di figure che, a vario titolo, accompagnano i ragazzi nel loro percorso di crescita. La giornata è stata un momento di approfondimento sul fenomeno, con particolare attenzione alla capacità di riconoscere precocemente i segnali di disagio giovanile e attivare percorsi di ascolto e relazione. Durante l’incontro sono intervenuti professionisti ed esperti del settore, tra cui psicoterapeuti e operatori impegnati nel lavoro con adolescenti e famiglie, oltre a momenti di testimonianza e confronto con il territorio”.

Tra gli interventi vanno ricordati quelli di Marco Di Cangio, psicoterapeuta, conduttore di gruppo di auto-mutuo aiuto per “Hikikomori Italia” e referente dell’associazione nella regione Campania; dello psicoterapeuta Giuseppe Salerno, coordinatore degli operatori della cooperativa “Agape” e presidente dell’associazione “Psico-fen”; e dell’assistente sociale Stefania Pirazzo, responsabile del progetto “GiovaMenti”.

In modo particolare, alla presentazione del fenomeno è seguita la descrizione delle comunità curanti tra “modelli d’intervento e dispositivi educativi”, la definizione dei Gruppi AMA (Auto-mutuo-aiuto), le testimonianze di genitori e ragazzi che hanno vissuto o vivono la problematica, la proposta concreta sul lavoro territoriale e sulla presa in carico educativa. I problemi relativi alla crescita dei giovani trovano possibili vie d’uscita solo nella collaborazione tra enti pubblici e privati, nonché nella continua interazione tra figure educative e professionali. L’iniziativa ha registrato un ottimo riscontro di partecipazione e una forte interazione, segno di quanto sia sentita la necessità di informarsi e confrontarsi su temi così delicati.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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