
In relazione alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio che interesseranno il Comune di Sassano, e dopo il nostro precedente approfondimento sulla presenza di una lista unica in campo, riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta “Doverose considerazioni” di Roberto De Luca*, contributo che propone una riflessione più ampia sui temi della partecipazione, del confronto democratico e del significato civico del voto.
Vallo Più ospita questo intervento come contributo al dibattito pubblico e resta disponibile a valutare eventuali ulteriori riflessioni o repliche che possano arricchire il confronto, nel rispetto del pluralismo e della correttezza.
Doverose considerazioni
Quest’anno il 25 aprile è caduto di sabato, a un mese dalle elezioni amministrative che interesseranno alcuni comuni del Vallo di Diano. Una coincidenza che invita alla riflessione. Il 25 aprile non è soltanto una ricorrenza: è il simbolo della riconquista della libertà e della costruzione di una convivenza democratica fondata su regole condivise e senso civico. Eppure, proprio in questa giornata, a Sassano si ripropone un copione già visto: una lista unica costruita mettendo insieme pezzi della precedente maggioranza e minoranza. Un esito maturato lontano dallo sguardo dei cittadini e giustificato con la formula della “gestione unitaria”, che rischia di comprimere il confronto democratico.
Nei mesi scorsi si parlava di evitare questa soluzione. Poi, il silenzio. Oggi la realtà è evidente: una lista unica guidata dal fratello dell’ex consigliere regionale Tommaso Pellegrino, già protagonista in passato di analoghe esperienze durante il suo secondo mandato da sindaco di Sassano. Un ritorno, seppure per interposta persona, che solleva interrogativi tutt’altro che marginali. A preoccupare è anche la narrazione che si sta affermando: chi non è riuscito a presentare una lista alternativa non avrebbe titolo per esprimere critiche. Una tesi che finisce per negare un principio fondamentale della democrazia, quello della partecipazione e del diritto di parola, che non può essere subordinato alla capacità di competere nelle urne.
Resta il nodo della legittimazione. Non basta che il 40% degli aventi diritto al voto si rechi alle urne: in presenza di una lista unica, è necessario che anche la maggioranza dei voti espressi confluisca effettivamente su quella lista. Due, dunque, le soglie da superare: partecipazione e consenso reale. Se entrambe verranno raggiunte, l’amministrazione sarà pienamente legittimata a governare per i prossimi cinque anni. Proprio per questo, però, è indispensabile avviare fin da subito una riflessione seria, per evitare che uno scenario simile si riproponga.
In ogni caso, è necessario riaprire spazi di confronto. Un’assemblea pubblica può rappresentare il primo passo per restituire trasparenza e partecipazione, chiarendo ai cittadini come si è giunti a questo esito. Perché senza confronto non c’è democrazia, e senza trasparenza il voto rischia di ridursi a un atto svuotato di significato. Resta, inoltre, un problema concreto: l’organizzazione dei seggi. Da anni si segnala l’assenza del “solido tramezzo”, previsto dalla normativa (1) per garantire trasparenza anche durante lo scrutinio. È necessario che le autorità competenti intervengano per il suo ripristino. Anche da questi aspetti passa la qualità della democrazia: il cittadino non deve sentirsi, neppure simbolicamente, lasciato fuori dalla porta.
ROBERTO DE LUCA* – 27 aprile 2026
*Roberto De Luca, cittadino di Sassano e professore associato presso il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Salerno.
(1): Art. 37 del DPR del 16 maggio 1960, n. 570 (Testo unico delle leggi per la composizione e la elezione degli organi delle amministrazioni), che recita: La sala dell’elezione … deve essere divisa in due compartimenti da un solido tramezzo con un’apertura nel mezzo per il passaggio.


