
Di Giuseppe Geppino D’Amico
Presso l’Istituto Omnicomprensivo di Polla è stata inaugurata questa mattina la “Panchina gialla Helpis”, simbolo della lotta contro bullismo e cyberbullismo. Si tratta di un progetto nazionale denominato “Panchina Gialla”, promosso da Helpis Onlus con il patrocinio del Ministero dell’Interno e dell’ANCI.
Un gesto dal valore simbolico che si traduce in un impegno concreto per sensibilizzare la comunità su un fenomeno sempre più diffuso tra i giovani.

All’incontro con gli alunni nell’Auditorium “Rocco Giuliano” sono intervenuti la dirigente scolastica Carmela Taglianetti, il sindaco e consigliere provinciale Massimo Loviso, la presidente della Consulta delle Amministratrici del Vallo di Diano Rossella Isoldi, il presidente ANCI Campania e consigliere provinciale Francesco Morra.
Presente, per l’Arma dei Carabinieri, il comandante della Stazione di Polla Angelo Solimene e il capitano Veronica Pastori, comandante della Compagnia di Sala Consilina, che ha risposto con garbo e chiarezza alle numerose domande degli alunni sui comportamenti da tenere e su chi rivolgersi quando si avverte il pericolo del bullismo e del cyberbullismo. Presenti anche gli assessori alla Scuola dei Comuni di Sala Consilina, Sant’Arsenio e San Pietro al Tanagro (Giosy Biscotti, Annamaria Mazzariello ed Elena Fiordispina). Al termine dell’incontro sono stati ascoltati il capitano Veronica Pastori e i sindaci Massimo Loviso e Francesco Morra.
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La Panchina Gialla, denominata “Panchina Gina”, è entrata a far parte della Rete Nazionale delle Panchine Gialle ed è stata realizzata attraverso un kit fornito dall’organizzazione: materiali ecosostenibili, vernice con codice colore dedicato, pennelli, targa identificativa e un set informativo composto da gadget, segnalibri e adesivi. Una volta installata, la panchina viene inserita nella mappa nazionale disponibile sul sito di Helpis Onlus, creando un percorso ideale che unisce i Comuni italiani impegnati nella lotta alle prevaricazioni. Nel corso dell’incontro l’assessore Rossella Isoldi ha consegnato alla Scuola e al presidente Francesco Morra, in segno di gratitudine per il contributo offerto, una pergamena del presidente nazionale di Helpis Onlus, Gino Fanelli, che ha inviato anche una lettera non potendo essere presente. Nella lettera il presidente ripercorre la storia dell’iniziativa: la prima panchina è stata inaugurata a Pavia il 5 febbraio 2019; il 7 febbraio 2023 è stata inaugurata la Panchina Gina n° 50 alla Camera dei Deputati; il 31 ottobre 2025 quella di Campello sul Clitunno. Oggi tutte le regioni italiane hanno almeno una panchina gialla e quella di Polla è la n° 173.

Rivolgendosi ai ragazzi, il presidente ha invitato a riflettere sul bullismo: “Quando fate qualcosa verso un vostro compagno, se lo fate per scherzare, lo fate perché sapete che non sarà capace di reagire oppure perché vi aspettate proprio quella reazione. Vi chiedo, per cortesia, ogni volta che vedete Gina la panchina, di fermarvi a riflettere se la vostra forza o il vostro valore sono dati solo dall’accanirsi con chi, in certe situazioni, fa più fatica di voi. Sono sicuro e ho tantissima fiducia in voi e so che sarete capaci, da oggi in poi, di stupirci con il vostro nuovo atteggiamento”. L’auspicio è che questa panchina sia per Istituzioni e comunità un punto di partenza, un nuovo seme messo a dimora nel territorio e uno stimolo per altre iniziative grazie alla collaborazione con Helpis Onlus. Secondo indagini ISTAT sui comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi, il fenomeno è ben presente: offese, insulti, derisione per l’aspetto fisico, diffamazione, esclusione e aggressioni fisiche sono tra le principali forme di bullismo. Per gli psicologi si tratta di una vera e propria emergenza, contrastabile a partire dall’intervento a scuola.

Non meno preoccupante il cyberbullismo, definito dagli esperti come un atto aggressivo e intenzionale condotto online, spesso in modo anonimo e ripetuto nel tempo. La vittima può avere difficoltà a scollegarsi dall’ambiente informatico, non sempre vede il volto dell’aggressore e può avere una scarsa conoscenza dei rischi legati alla condivisione dei dati personali.
Tutti gli intervenuti hanno evidenziato la necessità che amministratori locali, scuola, famiglia e Forze dell’Ordine facciano rete per stare il più vicino possibile ai ragazzi, perché, pur avendo una grande voglia di crescere, molto spesso come cresceranno non dipende da loro.


