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Con-Tatto (VIDEO) – “Era già tutto previsto”: Vincenzo De Luca verso Salerno tra dimissioni e polemiche

Di Giuseppe Geppino D’Amico

“Era già tutto previsto” è il titolo di una canzone di successo scritta 50 anni fa da Riccardo Cocciante; oggi è la frase che ricorre maggiormente per commentare la situazione politica salernitana. “Era già tutto previsto” da quando la Corte Costituzionale ha emesso la sentenza n. 64 del 9 aprile 2025, dichiarando l’illegittimità costituzionale di una legge della Regione Campania che consentiva il terzo mandato ai presidenti di Regione. Una sentenza che ha vietato a Vincenzo De Luca, Michele Emiliano e Luca Zaia una ulteriore ricandidatura alla guida delle rispettive regioni (Campania, Puglia e Veneto). Da allora si è capito che Vincenzo De Luca sarebbe ripartito dalla “sua” città, candidandosi a sindaco di Salerno. Ovviamente, non senza polemiche.

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Venerdì mattina il sindaco di Salerno e presidente della Provincia, Vincenzo Napoli, fedelissimo di De Luca, ha rassegnato le dimissioni da primo cittadino con conseguente decadenza anche da presidente della Provincia. Decorsi i canonici venti giorni, il Prefetto di Salerno potrà sciogliere il Consiglio nominando un Commissario che guiderà la città capoluogo fino alla prossima tornata elettorale di primavera (si ipotizza il 24 e 25 maggio), quando Vincenzo De Luca potrà candidarsi ancora una volta alla guida della città e, successivamente, anche alla presidenza della Provincia, affidata pro tempore al riconfermato vicepresidente Giovanni Guzzo.

Protocollate le dimissioni, Vincenzo Napoli ha negato che siano da collegarsi alla volontà di De Luca di ricandidarsi alla guida della città ma, in verità, sono in pochissimi a credergli. Questa la dichiarazione inserita nella lettera di ringraziamento alla sua squadra: “Ho avuto il privilegio di essere sindaco della mia città per oltre dieci anni. Ho svolto la mia funzione al meglio delle mie capacità, con disciplina e onore. Ho lavorato in un contesto difficile con l’aiuto della giunta, del Consiglio comunale, dei dirigenti, dei funzionari e di tutti i dipendenti. Molto devo anche al sostegno concreto della Regione Campania e del presidente De Luca. Ritengo sbagliato spendere questo scorcio di consiliatura in un’ordinaria amministrazione. Si sono determinati nuovi scenari politici che impongono mutamenti radicali e una rinnovata spinta propulsiva e progettuale”. Agli organi di informazione Napoli ha poi dichiarato che tornerà a fare l’architetto e che continuerà a fare politica nel PD come un semplice militante. Almeno finora nessun commento ufficiale dai vertici del Partito Democratico, ma solo alcune dichiarazioni di esponenti d’area che pure si richiamano al Centrosinistra e che sono contrari alla ricandidatura di De Luca.

Dal Centrodestra, invece, è partita una vera e propria gara di velocità con commenti che definire negativi è un eufemismo. Una vera e propria staffetta: il primo a presentarsi ai blocchi di partenza dei commenti è stato il parlamentare Pino Bicchielli, da alcuni mesi transitato da Noi Moderati in Forza Italia, seguito via via da altri esponenti di Centrodestra. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Imma Vietri e Antonio Iannone di Fratelli d’Italia, Gigi Casciello di Noi Moderati, Gianpiero Zinzi e Antonio Cantamessa della Lega (quest’ultimo ha annunciato una interrogazione al ministro dell’Interno, Piantedosi). A loro dire: “Vincenzo Napoli non si è dimesso: è stato, di fatto, ‘dimesso’ da Vincenzo De Luca, che non ha mai smesso di considerarsi il vero primo cittadino di Salerno. Quanto accaduto a Palazzo di Città rappresenta una vicenda politicamente grave e imbarazzante, che testimonia una gestione del potere personalistica, opaca e lontana dalle regole di una sana democrazia. I salernitani meritano rispetto, trasparenza e istituzioni autonome”. Dichiarazioni di condanna senza se e senza ma, a dimostrazione che il Centrodestra è già in campagna elettorale, pur non avendo ancora individuato il candidato da opporre, eventualmente, a Vincenzo De Luca. Perché non va dimenticato che il futuro sindaco di Salerno lo sceglieranno democraticamente i cittadini con il loro voto.

Peraltro, allo stato, non c’è l’ufficialità della candidatura di Vincenzo De Luca il quale, però, nello stesso giorno delle dimissioni di Vincenzo Napoli, nel corso del consueto appuntamento televisivo del venerdì, ha ripreso ad attaccare un po’ tutti, a cominciare dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, sulla vicenda Bagnoli e sul teatro San Carlo, sostenendo che la città non ha mai avuto tanti finanziamenti come negli ultimi dieci anni. Per di più, a Napoli, sempre a giudizio di De Luca, ci sarebbe una “Massoneria deviata”. L’ex governatore non ha lesinato critiche al suo successore, Roberto Fico, e alla neo assessora all’Ambiente, Claudia Pecoraro, consigliera comunale dei 5 Stelle a Salerno, che prima della nomina era considerata in corsa per la candidatura a sindaco di Salerno. Per De Luca l’esponente pentastellata sarebbe colpevole di non avere riconosciuto i meriti di Fulvio Bonavitacola il quale, ha ricordato De Luca, ha svolto un lavoro immane per ridurre la multa per le ecoballe comminata alla Regione Campania dalla Comunità Europea; multa che è scesa a 20.000 euro al giorno rispetto ai 120.000 euro che la giunta De Luca ha trovato in Regione dieci anni fa dopo il quinquennio di Stefano Caldoro.

Per De Luca, sono sempre parole sue, “la ricreazione è finita”, e sono in molti a ritenere che parli già da sindaco di Salerno. Intanto, a seguito delle critiche rivolte al sindaco di Napoli, pare che da Roma sia trapelata una minaccia: se continuerà con i suoi attacchi, il PD potrebbe anche non concedergli il simbolo del partito. Con questi presupposti l’on. Piero De Luca, segretario regionale del PD e figlio dell’ex governatore, avrà il suo da fare per trovare una soluzione che stia bene a tutti. Per dovere di cronaca va, però, ricordato che a Salerno Vincenzo De Luca si è sempre presentato con la lista civica “Progressisti”, relegando il partito (prima Pds, poi Ds e quindi Pd) a un ruolo secondario. Anzi, nel 2006 ha lottato e vinto anche contro la coalizione schierata dal Centrosinistra. Un fatto è certo: tra il referendum sulla Giustizia, che il Governo ha fissato per il 22 e 23 marzo prossimi, e la situazione politica regionale e provinciale, gli argomenti sui quali discutere nei prossimi mesi di certo non mancheranno.

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Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
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