A Caselle in Pittari, accanto al Campo del Palio del Grano, prende forma un’installazione che intreccia agricoltura, paesaggio e narrazione del territorio. Si chiama Biblioteca del Grano ed è un percorso a spirale coltivato con 120 varietà diverse di grano, pensato come uno spazio in cui la biodiversità non si osserva soltanto, ma si attraversa fisicamente camminando tra le colture.

L’idea è quella di trasformare un campo in un luogo di esperienza, dove le differenze tra le spighe diventano un racconto visibile delle pratiche agricole, delle selezioni contadine e delle trasformazioni che nel tempo hanno interessato le coltivazioni cerealicole locali e non solo. La spirale guida il visitatore in un movimento continuo, quasi a suggerire una lettura non lineare della storia del grano e del lavoro nei campi.

All’interno di questo stesso spazio trova posto anche il Gioco dell’Oca del Grano, costruito lungo il percorso e composto da 63 caselle. Ogni casella corrisponde a un passaggio simbolico che alterna situazioni di vantaggio, svantaggio o neutralità, riprendendo la struttura del gioco tradizionale e adattandola al contesto agricolo. Le caselle non hanno soltanto una funzione ludica, ma diventano piccoli punti di racconto legati alle stagioni, agli strumenti agricoli, ai gesti quotidiani e alle tradizioni contadine del territorio.

Il risultato è un dispositivo semplice che mette in relazione gioco e agricoltura, invitando a osservare, muoversi e partecipare in modo diretto. La dimensione ludica si intreccia così con quella educativa, senza mediazioni complesse, lasciando che sia il percorso stesso a suggerire significati e connessioni.

Questo intervento si inserisce nel contesto più ampio delle attività legate al Palio del Grano, manifestazione che a Caselle in Pittari rappresenta uno degli appuntamenti centrali dell’anno. Organizzato da Monte Frumentario Terra di Resilienza, il Palio si sviluppa come una settimana di incontri e iniziative dedicate ai grani, alle farine e alle pratiche agricole, ma anche ai temi della comunità, dell’economia locale, delle reti territoriali e delle forme di organizzazione sociale che ruotano attorno alla filiera del grano.
In questo quadro, la Biblioteca del Grano e il Gioco dell’Oca diventano parte di un paesaggio culturale più ampio, in cui la coltivazione non è soltanto produzione agricola, ma anche occasione di racconto e relazione con il territorio.


