di Elia Rinaldi
“Ho compiuto cinque anni”, dice con un sorriso Gaetano Giordano, come se il tempo potesse davvero essere rimesso a zero. È con questa ironia che “Zio Tanino” ha festeggiato oggi a Padula il traguardo dei 105 anni, circondato dall’affetto dei familiari, degli amici e dalla presenza della sindaca Michela Cimino, legata a lui da un rapporto che va oltre il ruolo istituzionale.
Nato il 30 marzo 1921 a Tramonti, nel cuore della Costiera Amalfitana, Giordano porta con sé una biografia che attraversa buona parte del Novecento. Ancora giovane si trasferì nel Vallo di Diano per avviare una filiale del caseificio di famiglia, esperienza che però non durò a lungo. Come molti italiani della sua generazione scelse allora la strada dell’emigrazione, raggiungendo il Venezuela, dove lavorò nel settore edilizio per quindici anni.
Il ritorno in Italia, nel 1963, segnò l’inizio di una nuova fase, più stabile, costruita intorno alla famiglia e alle passioni personali. Una vita che oggi prosegue con serenità, nonostante la perdita, nove anni fa, della moglie Lucia Avino, storica maestra elementare di Padula. Accanto a lui restano la famiglia e la presenza costante della signora Tamara.
Negli anni Giordano è diventato un punto di riferimento per la comunità locale. Anche oggi non sono mancati momenti di semplicità e spontaneità: ha letto senza difficoltà la targa donata dall’amministrazione comunale e, soddisfatto, si è lasciato andare a un applauso rivolto a sé stesso.
La sua quotidianità è fatta di abitudini essenziali: un’alimentazione attenta, ricca di verdure e cibi sani, e una recente riduzione delle terapie farmacologiche, compresa l’insulina. Ma quando gli si chiede quale sia il segreto di una vita così lunga, la risposta resta fedele al suo stile: mantenersi “arzilli”. Accanto a lui, anche il figlio Francesco, noto dentista del Vallo di Diano, ha scelto la via dell’ironia per raccontare il traguardo del padre, sostenendo che quei cento anni siano ormai alle spalle. Ne restano cinque, appunto.
Centenari in Italia, una presenza sempre più diffusa
La storia di “Zio Tanino” si inserisce in un fenomeno sempre più evidente nel Paese. In Italia i centenari sono ormai una realtà numerosa e in crescita, anche se non distribuita in modo uniforme sul territorio. Al 1° gennaio 2025, secondo i dati Istat, se ne contano circa 23.500, in aumento rispetto ai circa 22.500 del 2024. Un dato che conferma una tendenza costante negli ultimi anni e che vede una netta prevalenza femminile: oltre l’80% sono donne.
Ancora più ristretto, ma in progressivo aumento, è il gruppo delle persone che superano i 105 anni, i cosiddetti “semi-supercentenari”. Oggi sono circa 724 in tutta Italia, con una crescita rispetto ai circa 654 registrati nel 2024. Anche in questo caso le donne rappresentano la stragrande maggioranza, oltre il 90%, mentre gli uomini restano una presenza minoritaria.
Nel lungo periodo il fenomeno appare ancora più significativo: dal 2009 al 2025 quasi 9.000 italiani hanno raggiunto i 105 anni, segno di un progressivo allungamento della vita media e di un miglioramento generale delle condizioni di salute e assistenza.
Tra queste storie spiccano anche i primati nazionali. La persona più anziana vivente in Italia è Lucia Laura Sangenito, conosciuta come “nonna Laurina”, che ha raggiunto i 115 anni e vive a Sturno, in Campania. È lei la decana del Paese dal dicembre 2024. Sul versante maschile, il primato appartiene a Vitantonio Lovallo, detto “Zitòn”, che ha recentemente compiuto 112 anni e vive a Avigliano, in Basilicata.
Numeri e storie diverse, ma unite da un elemento comune: la longevità, sempre più spesso accompagnata da una qualità della vita che permette di restare attivi e presenti. Proprio come “Zio Tanino”, che a 105 anni continua a leggere, sorridere e, soprattutto, a sentirsi ancora un po’ bambino.









