Search

50 anni fa la scomparsa di Alfonso Gatto, “Il poeta con la valigia”. Aveva origini pollesi.

di Giuseppe D’Amico

L’8 marzo del 1976 decedeva a seguito di un incidente stradale nei pressi di Orbetello il grande poeta salernitano Alfonso Gatto lasciando un profondo cordoglio non solo nella sua città, Salerno, ma in tutto il mondo della Cultura.

ALFONSO GATTO

Alfonso Gatto è stato un uomo particolarmente poliedrico. Poeta, scrittore, giornalista, pittore, critico d’arte, critico letterario, e docente, era nato a Salerno nel 1909 da Giuseppe e da Erminia Albirosa la cui famiglia si era trasferita a Salerno proveniente da Polla. Nella sua città Alfonso frequentò lo storico Liceo Classico Torquato Tasso dove scoprì la propria passione per la poesia e la letteratura. Nel 1934 si trasferì a Milano dove entrò in contatto con personalità di primo piano del mondo culturale quali Cesare Zavattini, Arturo Tofanelli, Leonardo Sinisgalli, Orazio Napoli e Domenico Cantatore, coi quali frequentava i caffè cittadini. Nel capoluogo lombardo lavorò come istitutore di collegio, correttore di bozze, giornalista, insegnante. Nel 1936 fu arrestato per antifascismo e trascorse sei mesi nel carcere di San Vittore a Milano. Durante quegli anni Gatto collaborò ai più innovatori periodici e riviste di cultura letteraria (Italia Letteraria, Rivista Letteraria, Rivista Letteratura, Circoli, Primato, Ruota). Nel 1938, insieme a Vasco Pratolini, fondò la rivista Campo di Marte, edita da Vallecchi. Fu una esperienza significativa per il poeta, che ebbe modo di cimentarsi nella letteratura militante di maggior impegno. Nel 1941 Gatto ricevette la nomina a docente ordinario di Letteratura Italiana, per “chiara fama”, presso il Liceo Artistico di Bologna e iniziò pure una collaborazione con la rivista Primato di Giuseppe Bottai, sulla quale pubblicò con continuità poesie e recensioni letterarie.

Nel 1944, iscrittosi al PCI, iniziò a collaborare a Rinascita e, dopo la liberazione di Milano, nell’aprile 1945, all’Unità. Fu poi inviato speciale de L’Unità. Nel 1951 si dimise dal partito.

È stato anche attore avendo avuto diverse parti in alcuni film. In Il sole sorge ancora (1946) di Aldo Vergano aveva la parte di un conduttore di treni. Altre parti ha avuto in due film di Pier Paolo Pasolini: ne Il Vangelo secondo Matteo (1964) recitava la parte dell’apostolo Andrea; in Teorema (1968) la parte di un dottore. Altre parti ha avuto in Cadaveri Eccellenti (1976) di Francesco Roisi e in Caro Michele (1976) di Mario Monicelli, tratto dall’omonimo romanzo di Natalia Ginzburg, dove interpretava il padre di Michele.

Un incidente stradale verificatosi nei pressi di Orbetello mentre era in viaggio da Grosseto verso Roma ne provocò la morte l’8 marzo del 1976. È sepolto nel cimitero di Salerno. Questa l’epigrafe dettata dal Premio Nobel Eugenio Montale: “Ad Alfonso Gatto per cui vita e poesie furono un’unica testimonianza d’amore”. Lo stesso Montale lo aveva definito “Uomo e intellettuale dalla vita così libera e indipendente, poeta sensibile e umano”.

SULLE ORME DEL GATTO
di Marcello Napoli – ed. Ippogrifo

La città di Salerno ha ricordato Alfonso Gatto intitolandogli il viadotto che dalla parte alta della citta consente di raggiungere il Porto. La famiglia ha dato vita ad una Fondazione in suo onore presieduta dal nipote Filippo Gatto. Anche l’Università di Salerno ha voluto ricordarlo intitolando al grande poeta il Centro Interdisciplinare Gatto, diretto da Vincenzo Salerno che da 40 anni studia e diffonde la poesia di Gatto nelle scuole superiori. Particolare attenzione a Gatto ha riservato il giornalista e scrittore Marcello Napoli, che ha pubblicato alcuni saggi, tre libri e un docu-film che prende il nome da uno dei libri, “Sulle orme di Gatto”. Protagonista del lavoro, prodotto da Maurizio Fiume, è l’attore salernitano Yari Gugliucci. L’iniziativa si propone come testimonianza viva della memoria poetica di Alfonso Gatto, tra arte, letteratura e cultura, senza spettacolarizzazione ma con l’intento di sollevare dall’oblio la sua figura e le sue opere.

Lo stesso Marcello Napoli nel dicembre del 2022 presso la Pinacoteca Provinciale di Via Mercanti, aveva curato la mostra “Gatto e la Galleria L’Annunciata” con catalogo pubblicato dalle Edizioni dell’Ippogrifo. Nel 2018 ha pubblicato, sempre per le Edizioni dell’Ippogrifo, “Alfonso Gatto e il continente Sardegna” e nel 2021 “Sulle orme di Gatto”. Quattro passi in compagnia del poeta: un viaggio in Sardegna e tra gli aromi della Sicilia, tra i Sassi di Matera e la Lucania degli studi di Ernesto De Martino, articoli dello stesso Napoli e alcune interviste, compresa l’ultima rilasciata dal poeta al settimanale L’Europeo quattro giorni prima dell’incidente che ne provocò la morte.

Il catalogo contiene cinque quadri di Alfonso Gatto provenienti dalla Galleria L’Annunciata di Milano, per anni una delle gallerie più importanti d’Italia. Negli anni ’40 Alfonso Gatto (poeta, giornalista, scrittore e pittore) nel capoluogo lombardo aveva collaborato con Bruno Grossetti come curatore del Bollettino di Arte della Galleria di Milano e della Galleria Varese con testi letterari e critici. Va ricordato che la Galleria Grossetti prestò particolare attenzione ad artisti allora giovani, destinati a diventare i rappresentanti delle avanguardie storiche del tempo.

Anche Polla, il paese della madre Erminia Albirosa, nell’ambito della nuova toponomastica, ha ricordato il Poeta intitolandogli nel 1984 una via nella parte nuova del paese.

Condividi l'articolo:
Write a response

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Magazine quotidiano online
Direttore responsabile: Giuseppe Geppino D’Amico
Close