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Tecniche e segreti dell’alta pasticceria: Domenico Manfredi ospite dell’Alberghiero “Sacco”

di Elia Rinaldi

Impasti, profumi di lievitati e racconti di mestiere hanno animato ieri i laboratori dell’Istituto Alberghiero “Sacco” di Sant’Arsenio, dove gli studenti dell’indirizzo Ipseoa hanno incontrato il maestro pasticciere Domenico Manfredi, titolare della Pasticceria D’Elia di Teggiano. Un appuntamento formativo che ha portato in aula l’esperienza di uno dei nomi più conosciuti della pasticceria italiana.

Manfredi ha guidato gli studenti lungo tutte le fasi della lavorazione dei grandi dolci pasquali, spiegando con precisione i passaggi della lievitazione, le tecniche di lavorazione e i dettagli della decorazione finale. Il ritmo della dimostrazione è stato quello tipico dei laboratori artigianali: gesti misurati, attenzione ai tempi e alle temperature, piccoli accorgimenti che fanno la differenza tra un prodotto ordinario e uno capace di distinguersi. Gli allievi hanno potuto seguire da vicino ogni passaggio, osservando le lavorazioni fino alla rifinitura delle creazioni, curate nei minimi particolari.

Per gli studenti si è trattato di un momento di confronto diretto con un professionista del settore. La dirigente scolastica Antonietta Cembalo ha definito l’incontro un’importante occasione di crescita professionale, sottolineando come l’iniziativa abbia permesso di trasformare l’aula in un vero laboratorio di arte dolciaria e tradizione, mettendo i ragazzi a contatto con un esempio concreto di eccellenza artigianale.

Durante l’incontro Manfredi ha presentato anche una delle sue creazioni più note, il panettone “Pulcinella”, con il quale ha conquistato il primo premio al Campionato Mondiale 2024 della Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria nella categoria dedicata al panettone innovativo. Il dolce, alto trentotto centimetri, nasce da uno stampo progettato su misura e si ispira alla figura di Pulcinella, reinterpretata dall’artista napoletano Gaetano Pesce. L’opera, intitolata “Passione nata” e legata alla creazione artistica “Tu si ‘na cosa grande”, è diventata rapidamente un caso mediatico, rimbalzando tra ironia e curiosità sui media internazionali.

Ma l’ultima impresa di Manfredi risale a settembre dello scorso anno, quando ha realizzato il babà più grande del mondo: un metro e 60 centimetri di altezza, 540 chili di peso e un diametro di 85 centimetri.

La monumentale preparazione è avvenuta in un unico stampo, senza alcun assemblaggio, nel cuore di Piazza San Cono, durante un evento patrocinato dal Comune di Teggiano e sotto l’egida della Federazione Internazionale di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria.

Dietro questo successo c’è però una storia di lavoro iniziata molto presto. Domenico Manfredi entra in laboratorio a dodici anni, nella pasticceria fondata dalla madre, Giuseppina D’Elia, che nel 1972 aprì a Teggiano una piccola attività legata alla tradizione dolciaria locale. Dopo il diploma all’Istituto Alberghiero e l’apprendistato familiare arriva l’esperienza in diverse pasticcerie della provincia di Salerno, dove affina tecnica e metodo fino a diventare primo pasticcere.

Con il tempo e con un bagaglio di esperienza sempre più solido, Manfredi decide di raccogliere l’eredità di famiglia e rileva la Pasticceria D’Elia. Parallelamente continua a formarsi: dal 1996 frequenta corsi di pasticceria creativa presso l’Istituto di Arte Culinaria Etoile e partecipa a numerosi concorsi nazionali e internazionali. Nel 2003 conquista il titolo di Campione Italiano, mentre nel 2005 ottiene il primo posto a una competizione a Lussemburgo.

Nonostante i riconoscimenti e l’esperienza maturata, il maestro pasticciere continua a frequentare corsi di perfezionamento, in particolare nel campo della pasticceria artistica e del cake design. Un percorso di aggiornamento continuo che ieri ha condiviso con gli studenti del “Sacco”, lasciando tra i banchi non solo tecniche e ricette, ma soprattutto l’idea di un mestiere costruito con pazienza, studio e passione quotidiana.

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