di Giuseppe D’Amico
A pochi giorni dalla Giornata Internazionale della Donna, la Direzione Provinciale INPS Salerno, in collaborazione con il Comitato Provinciale Inps ed il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) INPS ha presentato ieri a Salerno presso la Sala del Gonfalone del Comune il “Rendiconto di genere”, un documento che offre un quadro articolato e aggiornato sulla condizione delle donne nella provincia di Salerno, attraverso l’analisi dei dati che ripercorrono le fasi del loro ciclo di vita.
“L’approccio adottato nel documento presentato” ha esordito Giovanna Baldi “consente di analizzare, in modo coerente e sistematico, dimensioni fondamentali come l’istruzione, il mercato del lavoro, la sfera familiare, gli ammortizzatori sociali, la violenza di genere e il sistema pensionistico, evidenziando progressi significativi nella condizione femminile e sfide persistenti. Partendo da dati statistici consolidati si punta ad esaminare gli ostacoli e le opportunità che si presentano in ogni fase del percorso personale e professionale delle donne offrendo una visione che rende più comprensibile e immediata la complessità dei fenomeni trattati. Emerge un recupero della differenza che c’era nel gap uomo-donna, però la strada da intraprendere è ancora lunga sulla via della parità in ambito lavorativo, salariale e pensionistico. A causa dell’utilizzo maggiore rispetto agli uomini di strumenti quali contratti a termine e ammortizzatori sociali durante la carriera, le donne arrivano alla fine della stessa con retribuzioni più basse che si riflettono sul sistema pensionistico di cui usufruiscono”.
Secondo Baldi, il peso del welfare domestico grava ancora quasi interamente sulle spalle femminili: “Nel 2024, il tasso di occupazione femminile si è fermato al 50,9%, contro il 77% di quella maschile. Un divario che si riflette anche nelle assunzioni, che per le donne non superano il 39,38%, e in un gap retributivo che supera i 20 punti percentuali, toccando punte del 40,99% nei settori artistici e dell’intrattenimento. Le donne a Salerno hanno tassi di istruzione maggiori rispetto agli uomini, eppure i dati occupazionali le vedono in ritardo di circa 20 punti percentuali. Esistono differenze retributive che hanno effetti sul piano economico e occupazionale; il ritardo dell’Italia dagli altri Paesi è compensabile solo spingendo le donne a inserirsi di più nel mercato del lavoro. Sebbene vi siano segnali positivi sulla partecipazione delle donne al lavoro anche in questa provincia, si tratta di segnali molto timidi. Spesso le donne sono confinate in occupazioni discontinue, precarie e meno retribuite. In territori come questi mancano i servizi per conciliare il lavoro con la famiglia; pensiamo alla rete degli asili nido che andrebbe certamente rafforzata”.
In tema di cariche dirigenziali le donne sono ancora molto poche e tale squilibrio si accentua con la maternità, dove si determina una vera cesura. Bisogna aiutare le famiglie a gestire questa fase, ripartendo diversamente il carico di lavoro fra uomo e donna, ma servono anche modelli organizzativi nelle imprese adeguati al fatto che la maternità è una funzione fondamentale che va garantita e vista come una grande risorsa per tutti, non come un peso”. Il 70% del lavoro di cura in ambito familiare è a carico delle donne: è un dato nazionale che va riequilibrato. Nella nostra provincia c’è stata una discreta crescita dell’occupazione femminile ma non mancano elementi di fragilità. Se fosse supportata da una rete di servizi più importante i risultati sarebbero diversi: il dato campano ci dice che ci sono solo 13 posti in asili nido ogni 100 bambini, il dato peggiore in Italia. È difficile conciliare un lavoro continuativo con la vita familiare in queste condizioni”. Oltre ai temi economici, il rapporto ha evidenziato un aspetto inquietante legato alla sicurezza: i dati della Polizia di Stato rivelano un aumento delle segnalazioni per i cosiddetti “reati spia”, ovvero quegli episodi di violenza che precedono spesso esiti più drammatici. In questo contesto, l’INPS continua a svolgere un ruolo di protezione erogando prestazioni specifiche come il Reddito di Libertà per le donne vittime di violenza, cercando di rispondere a un’emergenza che condiziona l’intero tessuto sociale. Dalla lettura del Rendiconto di Genere 2025 emerge un dato molto importante: non è solo una raccolta di statistiche, ma un atto di trasparenza necessario per spingere la comunità salernitana verso un modello di sviluppo più equo a cominciare dalla trasformazione dell’eccellenza scolastica delle donne in una stabilità contrattuale e salariale che non costringa più a scegliere tra la carriera e la genitorialità.
Oltre Direttore Provinciale INPS Salerno Giovanna Baldi che ha presentato i dati ed al Presidente del Comitato Provinciale Antonio Falivene sono intervenuti il Commissario Prefettizio del Comune di Salerno, Vincenzo Panico; il Presidente della Provincia f.f. Giovanni Guzzo; il Direttore Regionale Inps Campania Vincenzo Tedesco; la Presidente del Comitato Unico di Garanzia (CUG) INPS Maria Giovanna De Vivo; la Delegata alle Pari Opportunità dell’Università degli studi di Salerno Valeria Giordano; Paola De Roberto (già Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno); il Consigliere di Fiducia INPS Campania Giovanni Raso; la Responsabile Pari Opportunità UlL Campania Gerardina Fausto; la Presidente Piccole Imprese Confindustria Campania Anna Del Sorbo; e Benedetta De Luca, Disability advocacy.


