Di Giuseppe Geppino D’Amico

Oggi Emilio Giannelli compie 90 anni. Uno dei più celebri vignettisti italiani, firma storica della prima pagina del Corriere della Sera, continua a raccontare con ironia tagliente e sguardo acuto la politica e l’attualità del nostro Paese.

E proprio mentre festeggia questo importante traguardo, le sue opere si preparano ad arrivare a Polla, dove nei prossimi mesi sarà allestita una mostra dedicata alle sue vignette. L’Associazione Palazzo Albirosa è infatti al lavoro per organizzare il programma delle conferenze dell’Estate 2026.

Il primo appuntamento prevede una mostra delle vignette di Emilio Giannelli, che ogni giorno punge soprattutto i politici con le sue vignette sulla prima pagina del Corriere della Sera. “L’inaugurazione – ha affermato il Presidente dell’Associazione Palazzo Albirosa, Antonio Federico – avverrà ai primi di maggio con una presentazione dell’autore e con la introduzione di alcuni altri commenti di presentazione della mostra, che rimarrà aperta fino a luglio quando avrà inizio il ciclo delle conferenze che si concluderà nel mese di settembre”.

La mostra, che sarà allestita presso la Chiesa della SS. Trinità di Polla, si articolerà in tre parti: la prima con l’esposizione di oltre 20 vignette di illustrazione del Dizionario dei Sinonimi; la seconda con l’esposizione delle illustrazioni del Calendario 2026, che riportano opere d’arte della pittura senese del Trecento, rivisitate dal vignettista e arricchite di spunti di attualità; la terza riporterà venti vignette di attualità dei primi mesi del 2026. A rendere possibile la mostra è il rapporto di amicizia che lega l’avvocato Giannelli al prof. Antonio Federico, destinatario della vignetta inserita in copertina e di una dedica in rima scritta su un libro.

Proprio in occasione del suo novantesimo compleanno, il Corriere ha dedicato al vignettista particolare attenzione con lunghe interviste su La Lettura e sul Magazine Sette. Emilio Giannelli, nato a Siena nel 1936, è uno dei più celebri disegnatori italiani. Prima di cominciare la carriera artistica è stato avvocato all’ufficio legale del Monte dei Paschi di Siena, dove ha poi ricoperto l’incarico di direttore generale della Fondazione Monte dei Paschi. Disegnatore per passione, fu chiamato da Giorgio Forattini a collaborare all’inserto satirico de “la Repubblica”.
Nel 1991 passò al “Corriere della Sera”: da allora le sue vignette compaiono sulla prima pagina del quotidiano. Ha collaborato anche con periodici quali “Epoca”, “L’Espresso”, “Panorama”. Nato a Siena, nella Contrada del Drago, nel 2018 è stato l’autore del drappellone per il Palio della Madonna di Provenzano del 2 luglio, vinto proprio dalla sua contrada. Nel 2022 è uscito “Un’Italia da vignetta” (Solferino), volume che ripercorre i suoi lavori più belli, dalla caricatura del re Vittorio Emanuele III, disegnata a cinque anni, ai ritratti satirici dei governanti di oggi, inclusi molti inediti. Tra le sue pubblicazioni, con Marsilio: “Meno male che Silvio c’è” (2009) e “La banda larga”.

Giannelli non ha mai sospeso, nemmeno per un giorno, la sua produzione quotidiana. Calcolando 360 vignette all’anno (esclusi i giorni in cui i quotidiani non escono per contratto) per 35 anni si ottiene la colossale cifra di 12.600 vignette per il Corriere. “Mai avrei immaginato – si legge nell’intervista rilasciata a La Lettura – che sarei approdato sul più grande quotidiano italiano quando, da ragazzino, scarabocchiavo le caricature. La prima la feci ad appena cinque anni, nel 1941, la dedicai a Vittorio Emanuele III. L’ho ritrovata tra le carte di mia madre quando morì. Io vivo a Siena, qui molti leggono “La Nazione” ma si sa benissimo che il “Corriere” è il più autorevole di tutti. Quando Eugenio Scalfari fondò “la Repubblica”, per un periodo molti cercarono di contrapporre un “Corriere” più conservatore al nuovo giornale vicino alla sinistra, nato anche nel solco della tradizione culturale del ’68. Però poi, soprattutto quando la macchina di via Solferino si riprese il primato delle vendite, il “Corriere della Sera” ha riproposto la sua vera identità: uno spazio in cui vengono ospitati tanti pareri, diversi tra loro, in un’arena sostanzialmente super partes senza preconcetti. Lo dico perché vivo la realtà del quotidiano giorno per giorno”.
Come già anticipato, l’Associazione Palazzo Albirosa è al lavoro per organizzare il programma delle conferenze dell’Estate 2026, che sarà reso noto nei prossimi giorni.





