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Libro di Caio Mussolini, cambia sede la presentazione a Sala Consilina tra polemiche e prese di posizione

di Elia Rinaldi

Dopo il diniego del sindaco di Sala Consilina, Domenico Cartolano, alla presentazione del libro “Mussolini e il Fascismo. L’altra storia” di Caio Mussolini, l’evento previsto per oggi, martedì 10 febbraio, alle ore 18 nell’aula magna delle scuole elementari “Camera” è stato riprogrammato alla stessa ora presso l’hotel Vallisdea, sempre a Sala Consilina.

Domenico Cartolano

Nella nota inviata nella giornata di ieri alla dirigente scolastica Antonella Vairo, il primo cittadino ha motivato il no con l’assenza di personale comunale incaricato di garantire apertura, vigilanza e chiusura dell’edificio scolastico. Una decisione che arriva dopo giorni di discussioni e reazioni, soprattutto sui social network, dove cittadini del comprensorio e forze politiche locali avevano espresso perplessità sull’iniziativa. Tra questi, anche il Centro Zona del Psi Vallo di Diano.

Ha preso le distanze dall’evento anche il Forum dei Giovani di Sala Consilina, che ha espresso la propria contrarietà all’iniziativa.

A intervenire è stata inoltre la sezione ANPI Vallo di Diano–Tanagro, che ha segnalato quella che ha definito un’anomalia nella manifestazione, sollecitando l’ANPI Provinciale a promuovere una nota congiunta per chiedere ai sindaci di Sala Consilina e Campagna l’annullamento delle presentazioni previste nei due comuni salernitani.

Caio Mussolini

Nelle prime ore di ieri, il sindaco di Campagna, Biagio Luongo, ha revocato l’autorizzazione all’utilizzo della sala comunale “Gelsomino D’Ambrosio”, dove l’incontro era programmato per le 19. A distanza di poche ore è arrivata anche la comunicazione ufficiale del sindaco di Sala Consilina. Una decisione che, tuttavia, non ha impedito agli organizzatori di trovare in tempo una sede alternativa, individuata in una sala dell’hotel Vallisdea.

Intanto, il dibattito continua. C’è chi difende la scelta di presentare il libro del pronipote di Benito Mussolini e chi la considera inopportuna. Da un lato, chi richiama con avversione gli episodi del ventennio fascista; dall’altro, chi sostiene la necessità di rileggere e riesaminare la storia, come propone l’autore del volume. Una contrapposizione che, almeno per ora, non sembra destinata a spegnersi.

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