Di Giuseppe Geppino D’Amico
A 15 giorni dall’insediamento il nuovo Consiglio Regionale della Campania ancora non ha provveduto a conferire tutti gli incarichi per consentire all’Ente di entrare nel pieno dell’attività. Nel corso della prima seduta del 29 dicembre è stato eletto il presidente del Consiglio, Massimiliano Manfredi (PD); due giorni dopo il presidente Roberto Fico ha nominato la Giunta. A seguire si è insediato l’Ufficio di Presidenza che risulta composto dai vice Presidenti Luca Trapanese (M5S) e Giuseppe Fabbricatore (FdI), dai Questori Raffaele Aveta (M5S) e Livio Petitto (FI) e dalle Consigliere Segretario Lucia Fortini (A Testa Alta) e Michela Rostan (Lega). Restano da eleggere i presidenti delle otto commissioni permanenti ma i problemi non mancano.
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Nei giorni scorsi è stata archiviata la “tribolata” nomina della nuova Giunta della Regione Campania da parte del Presidente Roberto Fico: Mario Casillo, vicepresidente (con deleghe a Trasporti, Mobilità, Mare); Vincenzo Cuomo (Governo del territorio, Patrimonio); Andrea Morniroli (Politiche sociali, Scuola); Claudia Pecoraro (Ambiente, Politiche abitative, Pari opportunità); Fulvio Bonavitacola (Attività produttive e sviluppo economico); Vincenzo Maraio (Turismo, Promozione del territorio, Transizione digitale); Angelica Saggese (Lavoro, Formazione); Ninni Cutaia (Cultura, Eventi, Personale); Fiorella Zabatta (Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura, Tutela degli animali); Maria Carmela Serluca (Agricoltura).
L’inizio della nuova legislatura ha proposto il solito modus operandi: l’opposizione parla di ritardi che frenano l’attività del Consiglio; la maggioranza sostiene che tutto è stato fatto e sarà fatto nei termini previsti dallo Statuto. La prima polemica, avviata dalla Lega, riguarda la nomina di alcuni assessori che non avrebbero i requisiti richiesti. In particolare, il riferimento è all’assessore all’Urbanistica Enzo Cuomo che sarebbe incompatibile perché dimessosi da sindaco di Portici soltanto poco prima della nomina ad assessore regionale. Per dovere di cronaca va ricordato che era stato il prefetto di Napoli a comunicare all’interessato che nonostante le dimissioni presentate non poteva considerarsi decaduto da sindaco in quanto aveva venti giorni di tempo per ripensarci. Comunque, tutto dovrebbe rientrare perché il 21 gennaio, giorno in cui è prevista la prossima seduta consiliare, i venti giorni saranno trascorsi.
Altro assessore su cui si discute è Claudia Pecoraro, che ha la delega per Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità. L’esponente pentastellata non si è dimessa dalla carica di consigliere comunale di Salerno; per Forza Italia tale decisione è “politicamente inaccettabile, in palese contraddizione con i principi di etica e coerenza più volte rivendicati dal Movimento Cinque Stelle”. La vicenda, si osserva negli ambienti politici salernitani, potrebbe avere una soluzione nei prossimi giorni se, come si vocifera con sempre maggiore insistenza da più parti, il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli dovesse rassegnare le dimissioni per consentire nuove elezioni e la candidatura a sindaco della città di Vincenzo De Luca (la voce è sempre più insistente): il Consiglio comunale verrebbe sciolto risolvendo anche il problema Pecoraro. A proposito di doppio incarico, dagli ambienti della maggioranza si osserva che anche il candidato del Centrodestra alla presidenza della Regione, Edmondo Cirielli, mantiene il suo doppio incarico in quanto ancora non ha sciolto la riserva se rimanere a Napoli come consigliere regionale oppure tornare a fare a Roma il vice Ministro degli Affari Esteri: anche questa sarebbe una posizione inaccettabile.
Naturalmente, l’attenzione è tutta rivolta alla seduta consiliare del 21 gennaio con all’ordine del giorno il prosieguo del dibattito sulle linee programmatiche che saranno illustrate dal Presidente Fico e con l’elezione dei presidenti delle Commissioni permanenti. La riunione rappresenta il primo vero banco di prova del nuovo assetto istituzionale regionale. Un passaggio importante perché, dopo la presentazione ufficiale della nuova Giunta, bisognerà approvare prima possibile il bilancio per porre fine all’esercizio provvisorio determinato dal fatto che, poiché si è votato a fine novembre, non si è riusciti ad approvare il bilancio entro fine anno. Nelle more, l’attenzione è tutta rivolta alle trattative per la presidenza delle otto commissioni permanenti che saranno appannaggio della maggioranza, mentre all’opposizione toccheranno le presidenze delle Commissioni di Controllo. Nei giorni scorsi sembrava fosse stato raggiunto un accordo applicando il famoso manuale Cencelli, al quale durante la Prima Repubblica la DC faceva ricorso per l’assegnazione degli incarichi ai propri esponenti in base alla forza delle correnti interne. In base all’accordo circolato nei giorni scorsi tre presidenze andrebbero al Partito Democratico, una al Movimento 5 Stelle, una a Casa Riformista, Partito Socialista, Lista Fico Presidente e una ai fedelissimi di Vincenzo De Luca nella lista “A testa alta”. Resterebbero fuori Noi di Centro di Clemente Mastella e Alleanza Verdi e Sinistra, che in aula dispongono soltanto di due consiglieri. Questo l’accordo circolato nei giorni scorsi ma non si possono escludere ulteriori ripensamenti e nuovi sviluppi.
Intanto il presidente Roberto Fico ha avviato un serie di incontri per avere il quadro della situazione soprattutto su determinate problematiche a partire dalla sanità. Non a caso, già prima di Natale ha avuto a Roma un incontro con il Ministro della Salute Orazio Schillaci. Le dichiarazioni successive parlano di un clima cordiale e costruttivo ma nulla è stato comunicato in merito al ricorso al Consiglio di Stato preannunciato dallo stesso Schillaci avverso la decisione del TAR della Campania che, come è noto, ha accolto il ricorso dell’ex presidente Vincenzo De Luca in merito al Piano di rientro che il Ministero tiene bloccato da anni con una serie di motivazioni evidentemente non ritenute valide dal TAR che ha dato ragione alla Regione. Cosa farà il ministro Schillaci? Il ricorso sarà mantenuto oppure sarà ritirato dando via libera al Piano di rientro? Allo stato non lo sappiamo. Non dimentichiamo che proprio la mancata approvazione del Piano di rientro da parte del Ministero, nonostante i bilanci regionali degli ultimi anni fossero in ordine, ha bloccato diverse attività in Campania impedendo, peraltro, importanti attività ed investimenti ma, soprattutto per quanto riguarda i nostri territori, ha impedito il mantenimento in vita dei tre punti nascita di Sapri, Piedimonte Matese e Sessa Aurunca.


