
La presenza sempre più massiccia dei cinghiali nei comuni del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni sta diventando un’emergenza non più sostenibile per l’agricoltura locale. A lanciare l’allarme è Antonio Costantino, presidente di Confagricoltura Salerno: “In questi giorni stiamo ricevendo sempre più segnalazioni di nostri associati per i danni provocati alle coltivazioni. Molti di loro, anche giovani, che hanno deciso di restare nel Cilento e di investire in agricoltura, sono scoraggiati e tentati di abbandonare. In questo modo rischiamo di vanificare quanto di buono si sta facendo per la valorizzazione di prodotti di eccellenza a marchio Dop e Igp”.

Un grido condiviso anche da Manlio De Feo, presidente del Consorzio di tutela del Fico Bianco del Cilento Dop: “Il problema non è solo il danno al frutto, in questa fase di raccolta, ma quello arrecato alle piante, che mette a rischio la tenuta economica delle aziende. A cascata vengono coinvolti confezionatori e commercianti. Così rischia di venire meno proprio la ragione sociale del Consorzio, che è la tutela e la valorizzazione del Fico Bianco del Cilento. Noi agricoltori siamo custodi della biodiversità del Cilento, ma di questo passo non resterà più niente. I cinghiali stanno distruggendo anche meli, peri e uve autoctone. Bisogna darsi tutti una mossa, noi agricoltori siamo avviliti”.

Confagricoltura Salerno esprime inoltre pieno sostegno al sindaco di Magliano Vetere, Adriano Piano, che ha chiesto la convocazione urgente dell’assemblea della Comunità del Parco. “I sindaci – sottolinea Costantino – devono fare squadra, per individuare le soluzioni più opportune e sollecitare interventi risolutivi.
Le devastazioni dei cinghiali riguardano non solo le coltivazioni e il sottobosco, ma anche i muri a secco, mettendo così a serio rischio la tenuta idrogeologica dei territori”.