Di Giuseppe Geppino D’Amico

“Parità di genere, una riflessione necessaria e urgente”. Questo il tema dell’incontro promosso dal Rotary Club Paestum Centenario nella città dei templi. Dopo il saluto della presidente del Club, Carrie Rodella, ha illustrato l’argomento Doriana Pesce, avvocato e socia del Club. In un’atmosfera di grande partecipazione e attenzione, la relatrice ha proposto una ricostruzione attenta e puntuale delle problematiche legate alla parità di genere, analizzando il quadro globale e italiano, offrendo spunti di riflessione e dati concreti che hanno stimolato il dibattito.
Secondo il Global Gender Gap Report 2025 del World Economic Forum, il raggiungimento della parità di genere a livello mondiale richiederà ancora 123 anni. Il divario attuale è del 68,8%, un dato che impone una seria riflessione sulle politiche e sulle azioni da intraprendere. In Italia, le donne rappresentano il 51% della popolazione, con uno scarto di oltre 1,2 milioni rispetto agli uomini (dati ISTAT 2024). Nell’Unione Europea, le donne sono 229 milioni contro 219 milioni di uomini. A livello globale, su una popolazione stimata di 8,3 miliardi nel 2025, le donne sono 3,9 miliardi. Eppure, la rappresentanza e le opportunità non risultano ancora proporzionate. Il nostro Paese si colloca all’85° posto su 148 nazioni, migliorando di due posizioni rispetto all’anno precedente. Buoni risultati emergono nel settore dell’educazione (51° posto) e nella salute e aspettativa di vita. Tuttavia, la partecipazione femminile al mondo del lavoro resta drammaticamente bassa, con l’Italia al 117° posto: un dato che evidenzia una “pessima performance” e una criticità strutturale.

La relatrice ha quindi ripercorso le principali conquiste normative, a partire dal diritto all’elettorato attivo e passivo, ottenuto con il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 23 del 1° febbraio 1945. Le donne si recarono per la prima volta alle urne il 2 giugno 1946, quando gli italiani furono chiamati a esprimersi sul referendum Monarchia–Repubblica.
Due anni dopo, nel 1948, in occasione delle elezioni per la prima legislatura repubblicana, si registrarono le prime elette al Parlamento: 39 alla Camera dei Deputati e 4 al Senato.

Per quanto riguarda la Circoscrizione Benevento–Avellino–Salerno, bisognerà attendere la seconda legislatura (1953) per le prime presenze femminili alla Camera, con Maria De Unterrichter Iervolino per la Democrazia Cristiana e Ida Matarazzo per il Partito Nazionale Monarchico, quest’ultima nata in Brasile da genitori originari di Castellabate.
Nel 1963 viene approvata la legge 9 febbraio 1963 n. 66, che consente alle donne di accedere a tutte le cariche, professioni e impieghi pubblici, compresa la Magistratura, nei vari ruoli, carriere e categorie: il punto di arrivo di un lungo percorso. Un’altra conquista fondamentale è rappresentata dalla legge n. 151 del 19 maggio 1975 (Riforma del diritto di famiglia), che sancisce la parità giuridica dei coniugi, abroga l’istituto della dote e introduce la comunione dei beni, consentendo alla donna di conservare il cognome da nubile. Particolare rilievo assume anche la legge n. 903 del 9 dicembre 1977, che sancisce la parità di trattamento nel lavoro, vietando qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l’accesso all’occupazione, indipendentemente dalle modalità di assunzione e dal settore o ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale.
Nella disamina proposta da Doriana Pesce non poteva mancare un riferimento alla legge 5 agosto 1981 n. 442, che segna una data storica per l’evoluzione del diritto e della società italiana. Con essa viene definitivamente abrogata una delle norme più controverse del codice penale: il cosiddetto “matrimonio riparatore”, previsto dall’articolo 544, che consentiva allo stupratore di estinguere il reato sposando la vittima. Contestualmente, veniva abrogato anche l’articolo 587, relativo ai “delitti d’onore”, che legittimava attenuanti per crimini commessi in nome di una morale patriarcale. Con questa legge fu compiuto un passo decisivo verso una società più giusta, in cui la dignità delle donne e dei minori veniva finalmente riconosciuta come valore inviolabile, e la violenza sessuale iniziava a essere considerata non più come offesa alla morale pubblica, ma come crimine contro la persona. Un tema che, proprio in questi giorni, è tornato al centro del dibattito parlamentare.

Nel corso del suo intervento, Doriana Pesce ha infine illustrato i risultati del report UN Women Italy, documento che propone dati e raccomandazioni concrete per superare il gender gap nel nostro Paese. Uno studio condotto da Kulic et al. (2025) su oltre 12.000 italiani rivela che solo il 12% delle donne ritiene che uomini e donne siano trattati in modo equo, contro il 31% degli uomini. L’86% delle donne percepisce uno svantaggio e il 23% considera la disuguaglianza di genere un problema “molto serio”.
Al termine della relazione, Lucia Capo, socia del Club, ha letto un brano della “Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci. Dal dibattito finale è emersa una considerazione condivisa: con questa iniziativa il Rotary Club Paestum Centenario conferma il proprio impegno nel promuovere consapevolezza e cambiamento, ribadendo che la parità di genere non è soltanto una questione di numeri, ma di giustizia, cultura e progresso.


