Di Giuseppe Geppino D’Amico

Un nuovo ponte sul fiume Tanagro nell’abitato di Polla per garantire sicurezza, sviluppo, coesione sociale e restituire spazi alla comunità. Si può sintetizzare così il progetto di “Riqualificazione e messa in sicurezza del Lungofiume Tanagro”, presentato alla stampa e alla popolazione questa mattina nell’Aula Consiliare di Palazzo Santa Chiara. Presenti all’incontro il sindaco Massimo Loviso, il vicesindaco Giuseppe Curcio, l’assessore ai Lavori Pubblici Rossella Isoldi, il presidente del Consiglio Comunale Giovanni Corleto, il consigliere comunale Giuseppe Curcio e il geometra Roberto Priore. Ad illustrare il progetto l’ingegnere Paolo Discetti, responsabile del gruppo di lavoro che ha redatto il progetto, insieme ai geologi Alberto Affinito e Domenico Negro.
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La progettazione è stata finanziata con fondi specifici del Ministero dell’Interno destinati alla messa in sicurezza del territorio ed è stata affidata, mediante procedura aperta, al raggruppamento di professionisti composto dalla Itec Engineering Srl con sede a Sarzana (SP) e dalla Sopron Engineering Srl. Il progetto è stato finanziato con Decreto del Ministero dell’Interno del 28 ottobre 2022, per un importo pari a € 643.349,82. La particolare opera oggetto di progettazione, per tipologia e per caratteri geomorfologici, idrogeologici, sismici ed idraulici, senza surrogare valori storico-paesaggistici, assume un’elevata complessità.
Dagli interventi è emersa con chiarezza “la volontà dell’Amministrazione di investire in un progetto capace di coniugare rigenerazione urbana, sicurezza infrastrutturale e qualità dello spazio pubblico. Un intervento che rappresenta un’azione concreta di valorizzazione del territorio e di attenzione verso la nostra comunità. Questo progetto dimostra come gli investimenti sulle infrastrutture possano diventare motore di crescita collettiva, rafforzando il senso di appartenenza e favorendo la partecipazione attiva dei cittadini. Un luogo che cambia è il segno visibile di una comunità che guarda al futuro con responsabilità e visione comune. Continueremo a lavorare con determinazione affinché ogni intervento sia orientato al bene comune e allo sviluppo del nostro territorio”.
I lavori interesseranno entrambe le sponde del fiume e anche il Parco della Rimembranza. Realizzato nel 1927, fu voluto dal maestro Antonio Isoldi che, in seguito alla morte del figlio in guerra, maturò il desiderio di istituire un Parco che potesse ricordare il vuoto lasciato dal conflitto in molte famiglie del paese. Su incarico del Comune, il Parco fu progettato dall’architetto Luigi Stabile. Per il Parco della Rimembranza sarà conservata l’idea originaria del progettista, mentre sarà ricollocata lungo il futuro percorso pedonale la statua in cemento realizzata dallo scultore sardo Armando Sassu, nella sua configurazione attuale. Il nuovo progetto prevede la realizzazione di una scalinata di accesso al Parco fluviale, in modo da generare un collegamento diretto con l’area attrezzata sulla sponda del fiume e un accesso all’area del vecchio mulino. Inoltre, sarà realizzato un percorso sulla sponda destra del fiume con terrazzamenti e gradinate, che permetteranno di ripristinare il rapporto del Parco con il fiume e con il panorama del paese. Di rilievo il percorso ciclopedonale e l’area playground con attrezzature ludiche ad acqua, con spazi accessibili e inclusivi. L’area sarà realizzata con pavimentazione permeabile per evitare il ristagno dell’acqua ed è previsto un incremento dell’illuminazione.
L’auspicio è che l’iter possa proseguire speditamente, in modo da poter procedere all’appalto dei lavori, che saranno finanziati dal Ministero dell’Interno. Da segnalare che, nel corso del suo intervento, il sindaco Massimo Loviso ha voluto ricordare anche altri lavori già realizzati in zona, con particolare riferimento ai due nuovi edifici scolastici, e quelli che inizieranno a breve per la realizzazione di un parco giochi nella piazza di Cristo Re, con relativo spostamento del parcheggio in un’area adiacente alla Chiesa.

Senza nulla togliere all’importanza del progetto – l’auspicio è che possa essere finanziato in tempi brevi – non va dimenticato che, come scriveva lo storico Arcangelo R. Amarotta nel saggio “Il Tanagro un fiume difficile”, pubblicato nel 1985 nel terzo volume (tomo 2) della Storia del Vallo di Diano (Laveglia Editore), i problemi provocati dal fiume sono atavici. A risolverli ci hanno provato in tanti, a partire dai Romani, ma almeno finora il problema non è stato risolto in modo definitivo e il Tanagro continua ad essere “un fiume difficile”. I primi tentativi di bonifica risalgono proprio all’epoca romana, con la realizzazione del fossato Maltempo. Lavori importanti che, però, non riuscirono a risolvere il problema, affrontato con scarsi risultati anche nel Medioevo e in epoche successive. Nel 1698 il Governo decise l’ampliamento del fossato Maltempo ma anche questo tentativo fu vanificato dalle popolazioni che ne osteggiarono la realizzazione. Durante il periodo borbonico furono compiuti ulteriori interventi per impedire le esondazioni del fiume perché, come scriveva Nicola Vivenzio, si riteneva necessaria l’apertura del fossato per il convogliamento delle acque fluviali che, quando non defluivano, provocavano danni alla salute degli abitanti a causa delle esalazioni malsane. Addirittura, nel 1788 giunse a Polla il re Ferdinando IV di Borbone per verificare de visu l’andamento dei lavori. Anche in questo caso, nonostante gli elogi al sovrano, i risultati non furono soddisfacenti. Non vanno dimenticati i lavori di cementificazione dell’alveo del fiume, realizzati dal Consorzio di Bonifica intorno agli anni ’60 del secolo scorso, sulla cui utilità non sono mancati forti dubbi, ritenendo che abbiano aumentato la velocità delle acque verso il fossato Maltempo.
Il problema della bonifica, discusso e affrontato da secoli senza una soluzione definitiva, esiste e resiste ancora oggi. Anche perché, ed è questa l’opinione espressa pubblicamente in più occasioni dagli amministratori del Comune di Polla, “il grosso problema è rappresentato dal Fossato Maltempo e dall’inghiottitoio delle Clive. Sul fiume, però, insistono troppe competenze: Consorzio di Bonifica, Regione Campania (tramite il Genio Civile), Ente Riserve Naturali Regionali “Foce Sele Tanagro” e “Monti Eremita Marzano””.












