
Un’esperienza artistica che intreccia mito, suono e corpo, trasformando la ricerca teatrale in un vero e proprio atto performativo aperto al pubblico.
Domenica 19 aprile, alle ore 20.00, negli spazi di Palazzo Morone – Archivio Vettor Pisani a Caggiano, andrà in scena “Edipo. Corpo di Sfinge. Tavolo Anatomico. Seconda stanza”, momento conclusivo di un articolato percorso laboratoriale sviluppato nell’ambito della Scuola Edipica delle Arti Performative, guidata da Andrea Cramarossa.
Il progetto nasce da una ricerca artistica che Cramarossa porta avanti da oltre vent’anni, incentrata sul rapporto tra suono e corpo, voce e identità, musica e personaggio, con un approccio sperimentale che utilizza il suono come strumento centrale dell’arte drammatica.

Il lavoro si inserisce inoltre in un più ampio studio sul mito di Edipo, sviluppato nel corso di un percorso pluriennale, e coinvolge performer provenienti da tutta Italia – tra cui Ilaria Angelini, Consiglia Aprovidolo, Chiara Bianchi, Emilia Brescia, Federico Gobbi, Fabio Guaricci, Morena Rossi e Maurizio Sarni – impegnati in un’intensa fase laboratoriale avviata il 17 aprile.
Il momento finale, condiviso con il pubblico, rappresenta la sintesi di questo processo creativo e rituale.

“Sul tavolo anatomico, noi, appoggeremo tutti gli oggetti che hanno fatto parte della cosmogonia dove s’è compiuta la nascita di noi stessi nel mondo dell’arte. Tali oggetti verranno “vivisezionati”, dopo averne scoperto la “vita”, per estrarne l’essenza alchemica. Il processo creativo suggerito da Vettor Pisani in questa particolare visione del mito di Edipo, comprende un meccanismo essenziale di ascolto e di produzione del suono vocalico, “oggetto” primigenio di contatto dell’essere umano con la propria anima. L’alchimia in questione risiederà, dunque, nel suono delle parole”, scrive Andrea Cramarossa.
L’atto performativo è organizzato da Teatro delle Bambole, in dialogo con il Museo Hermann Nitsch, la Fondazione Morra – Archivio Casa Morra e Palazzo Morone – Museo Vettor Pisani, con la collaborazione della Casa del Contemporaneo. Un appuntamento che si configura come un viaggio immersivo tra arte contemporanea, ricerca teatrale e dimensione rituale, capace di coinvolgere pubblico e performer in un’esperienza condivisa e profondamente evocativa.


