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“Progettazione Turistica Integrata”: dal Cilento al Vallo di Diano, il turismo diventa esperienza

Non un semplice convegno, ma un vero momento di condivisione territoriale e di costruzione di una nuova visione del turismo. È questo il senso dell’evento “Progettazione Turistica Integrata”, svoltosi a Caselle in Pittari, che ha rappresentato un passaggio significativo nella narrazione del Cilento e del Vallo di Diano, dando voce alle persone, alle storie e alle tradizioni che rendono questi territori unici. Il convegno è stato organizzato dai corsisti OMTG – Operatori Marketing Turismo Green, oggi confluiti nel Comitato Frumiendi, gruppo nato con l’obiettivo di valorizzare le risorse locali in chiave sostenibile. I percorsi formativi OMTG e OMCTI – Operatori Marketing Culturale e Turismo Integrato sono coordinati dalla docente e consulente di Nuovi Turismi Fernanda Ruggiero, figura centrale nella definizione di una strategia di sviluppo territoriale condivisa.

Caselle in Pittari

Al centro della giornata, caratterizzata da grande partecipazione, la presentazione di itinerari esperienziali capaci di trasformare il viaggio in un percorso lento e immersivo, tra natura, tradizioni e identità locali, per far vivere il territorio nella sua essenza più autentica. Tra gli interventi più significativi, quello di Carlo Palumbo, che ha emozionato il pubblico con una poesia dedicata alla terra e alle radici, e quello dell’entomologo tarantino Valentino Valentini, che ha aperto uno sguardo innovativo sulla biodiversità, proponendo la nascita di un museo della microfauna come nuovo strumento di scoperta del territorio. È emersa con forza una visione condivisa di un turismo che non si limita a mostrare i luoghi, ma che li racconta, li custodisce e li fa vivere a partire dalla comunità e dai saperi tramandati nel tempo.

In questo contesto si inserisce il progetto degli OMCTI del Vallo di Diano, che ha individuato in Sant’Arsenio il cuore di un racconto fatto di autenticità e semplicità, dove i profili degli Alburni fanno da cornice a una comunità profondamente legata alle proprie radici. Da questa identità nasce il paniere dei prodotti locali, racchiuso simbolicamente nel cesto cilentano dell’artista tessitrice Margherita Pica, che ha recuperato un lino del territorio risalente a oltre 150 anni fa, trasformandolo in creazioni come lampade, sciarpe e raffinati runner ispirati alle antiche “banche” per la lievitazione del pane. Il paniere, presentato dal futuro OMCTI di Sant’Arsenio Gianluigi Casella insieme agli altri corsisti, celebra le eccellenze del territorio: l’Aglianico strutturato delle Cantine Tempere, i salumi sott’olio della Macelleria Pinto, le confetture artigianali della Pasticceria Amodeo e i prodotti in pasta di mandorle dell’Angolo della Delizia.

Un viaggio che non si ferma ai confini comunali, ma si sviluppa in un itinerario che tocca diversi borghi del Vallo di Diano: dalla luce della cappella di San Pietro al Tanagro, con i grani antichi dell’Azienda Romaniello, alla spiritualità di Polla, con il Santuario di Sant’Antonio e le ceramiche artistiche MaPy. Il percorso attraversa il fascino medievale di Teggiano, tra l’Amaro Teggiano e i sapori della Pasticceria D’Elia, per poi giungere a Sala Consilina, terra di archeologia e di produzioni casearie artigianali come quelle di Kasanna. Il viaggio culmina infine a Padula, tra la magnificenza della Certosa di San Lorenzo e le tradizioni culinarie della Tasca Padulese e dei prodotti a km 0 dell’Azienda Demetra.

Ne emerge un’idea di turismo nuova e al tempo stesso antica, fatta di esperienze autentiche, lente e profonde, dove ogni tappa diventa incontro e ogni luogo si trasforma in memoria viva.

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