
Si è riunito ieri a Lagonegro il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati per discutere della proposta di razionalizzazione della giustizia avviata lo scorso ottobre dall’Associazione Nazionale Magistrati, tornata di nuovo al centro del dibattito dopo il referendum. Come è noto, la proposta prevede la soppressione di quei Tribunali che hanno in organico meno di 30 giudici oppure meno di 10 pubblici ministeri, ritenuti “inefficienti e costosi”. Al termine della riunione, il COA di Lagonegro ha deciso di avviare già nella prossima settimana un tavolo con altri Fori interessati. Se tale disegno dovesse passare, sarebbero a rischio di soppressione 87 dei 139 tribunali italiani analizzati. Tra gli Uffici Giudiziari a rischio chiusura ci sarebbero Vallo della Lucania e Lagonegro, ma anche la Corte d’Appello di Salerno.

A lanciare nei giorni scorsi l’allarme era stato l’avvocato Antonello Talerico, componente del Consiglio Nazionale Forense. Al Sud e nelle isole sparirebbero quasi tutti i presidi di giustizia periferica. Come già anticipato, salterebbe anche Vallo della Lucania, che, in base ai dati, ha un numero di giudici (14) e di sostituti procuratori (solo 4) che non rispettano nessuno dei due paletti previsti dall’ANM. Stesso discorso anche per il Tribunale di Lagonegro, che copre anche il Vallo di Diano, con 19 giudici e 5 PM in organico. La chiusura di Vallo metterebbe a rischio anche il mantenimento della Corte d’Appello di Salerno, perché salterebbe quella che viene definita “la regola del tre”, che prevede almeno tre Tribunali per mantenere in vita una Corte d’Appello. Ne consegue che l’applicazione rigida della regola, qualora la proposta dell’ANM dovesse passare, non darebbe scampo alla Corte d’Appello di Salerno, che perderebbe l’autonomia e sarebbe trasformata in Sezione Distaccata.
Per dovere di cronaca va evidenziato che, finora, la discussione verte su una proposta dell’Associazione Magistrati e che tale proposta dovrà essere approvata dal Governo, che, di contro, ha allo studio una revisione della geografia degli Uffici Giudiziari dopo la riforma del 2012 che portò alla chiusura di 27 Tribunali, tra i quali quello di Sala Consilina, accorpato a uno più piccolo e, unico caso in Italia, fuori regione e fuori dalla Corte d’Appello naturale. Allora fu la Ministra Paola Severino ad effettuare i tagli; stavolta a richiederne altri, ancora più drastici, è l’Associazione Magistrati, per cui è prevedibile un nuovo scontro tra Governo e Magistratura dopo quello durissimo in occasione del recente referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati.


