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Con-Tatto (VIDEO) – Gli strascichi post-referendum in Campania, dalla Regione alle elezioni comunali

Di Giuseppe Geppino D’Amico

Non c’è pace per la politica che viaggia veloce da Roma verso Napoli e Salerno. Non si è ancora spenta l’eco delle polemiche scaturite dall’esito del referendum per la separazione delle carriere dei magistrati, con conseguenti dimissioni di vari esponenti della maggioranza (apparse più spintanee che spontanee), che nuove nubi si addensano sulla politica in Campania.

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Nella seduta di giovedì scorso il Consiglio Regionale della Campania, dopo il placet della II Commissione Bilancio presieduta da Corrado Matera, ha approvato il bilancio di previsione 2026–2028, un passaggio fondamentale che consente alla Regione di uscire dall’esercizio provvisorio e operare con piena efficacia amministrativa e contabile. La manovra supera i 38,5 miliardi di euro ed è stata approvata con il voto compatto della maggioranza del Campo Largo e l’astensione della minoranza di Centrodestra. Centrodestra che si è presentato alla seduta consiliare con due consiglieri in meno per via dei problemi con la giustizia di Giovanni Zannini e Marco Nonno.

Zannini, eletto a novembre nelle liste di Forza Italia dopo un passato nella maggioranza di De Luca, compare in un’inchiesta in cui è accusato di corruzione, concussione e truffa aggravata. Per lui è stato disposto il divieto di dimora in Campania, confermato dal Tribunale del Riesame. Diversa la situazione di Marco Nonno. L’esponente di Fratelli d’Italia avrebbe dovuto prendere il posto lasciato libero dal candidato presidente Edmondo Cirielli che, non avendo vinto le elezioni, ha deciso di continuare a fare il Viceministro degli Esteri e si è quindi dimesso. Al momento, però, la surroga è stata congelata per via di vicende giudiziarie che già nella scorsa legislatura avevano provocato la decadenza di Nonno. Nella riunione della Giunta delle Elezioni Raffaele Maria Pisacane (Fratelli d’Italia) ha chiesto un’istruttoria aggiuntiva prima di adottare la decisione definitiva. La proposta è stata approvata all’unanimità: la giunta tornerà a riunirsi prima della prossima seduta consiliare, già fissata per l’8 aprile, e si deciderà se Nonno potrà subentrare a Cirielli, altrimenti toccherà a Lea Romano, seconda tra i non eletti in FdI.

Ma c’è un altro problema che il Centrodestra deve risolvere al suo interno e riguarda la nomina del Capo dell’opposizione. Alla proposta avanzata da Cirielli a nome di Fratelli d’Italia di affidare l’incarico a Gennaro Sangiuliano, Forza Italia ha risposto picche. Infatti, prima della seduta del Consiglio il capogruppo di Forza Italia, Massimo Pelliccia, rispondendo ai giornalisti presenti se Forza Italia fosse pronta a votare l’ex ministro della Cultura come capo dell’opposizione, ha dichiarato: “Allo stato dell’arte, Sangiuliano non lo votiamo. La verità è che Fratelli d’Italia spesso non mantiene gli impegni che prende ufficialmente con la coalizione. Invece, la nostra idea di opposizione è sui contenuti, sulla concretezza, sul confronto con la maggioranza”. Immediata e altrettanto decisa la replica di Sangiuliano che, trovandosi nei paraggi, aveva ascoltato le parole di Pelliccia: “Vedremo se Forza Italia non mi vota. Il capo dell’opposizione viene scelto dai consiglieri dell’opposizione e quindi, ovviamente, ci saranno dei numeri sui quali bisognerà misurarsi. Credo che la questione dovrà essere valutata anche in una sede più elevata. Che è quella nazionale”. Con questi presupposti la polemica è destinata a continuare.

Ora l’attenzione dei partiti si sposta sulle elezioni amministrative del 23 e 24 maggio, quando si dovranno eleggere numerosi consigli comunali, tra i quali Salerno. E qui la situazione non è chiara in entrambi gli schieramenti. Il Centrodestra non riesce a ritrovare l’unità: Fratelli d’Italia ha ufficializzato la candidatura del docente universitario Gherardo Maria Marenghi, che potrà contare anche sul sostegno della Lega e di Noi Moderati. Forza Italia, invece, schiererà la lista civica Forza Salerno che, insieme ad Azione, Casa Riformista, Ali per la Città e Noi di Centro, sosterrà l’ingegnere Armando Zambrano.

L’unità scarseggia anche all’interno del Campo Largo, in quanto PD e 5 Stelle percorreranno strade diverse: i Pentastellati, da sempre contrari alla candidatura di Vincenzo De Luca, sosterranno l’avvocato amministrativista Franco Massimo Lanocita insieme ad altri raggruppamenti: AVS-Sinistra Italiana, Terra Socialista, Salerno in Comune, Comitato Salute e Vita. Potranno contare su una sola lista altri due candidati alla carica di sindaco: Domenico Ventura con Dimensione Bandecchi e Alessandro Turchi, con Salerno Migliore. Chi invece è da tempo in piena campagna elettorale è Vincenzo De Luca, che avrebbe già pronte sei liste a sostegno, tutte rigorosamente civiche perché il PD non presenterà una lista con il simbolo.

Come ha osservato il giornalista Gabriele Bojano del Corriere della Sera–Corriere del Mezzogiorno, profondo conoscitore delle vicende della città: “L’età media dei candidati è di 66 anni, quasi da pensione. E già questo è uno smacco per i giovani che non si vedono adeguatamente rappresentati sullo scranno più alto del Comune. Possibile che in questa città si investa sempre sull’esperienza senile e mai sull’entusiasmo giovanile? Ma questo forse è l’aspetto meno grave della competizione prossima ventura. Ciò che deve far pensare (e indignare) è che ancora una volta la corsa a sindaco sarà esclusivamente maschile. Un altro vulnus di Salerno è che, pur potendo contare su tante professioniste di valore, non riesce ad esprimere figure femminili ai vertici della politica locale. Le quote rosa (che già sono un’aberrazione) qui da noi non esistono proprio! E la storia del passato purtroppo ci condanna: un sindaco donna non è mai esistita, l’unica che ci è andata vicino è stata Paki Memoli come vicesindaca. E prima di lei Eva Avossa. Il futuro che ci attende sarà proiettato verso il medioevo…”.

Fin qui il commento di Gabriele Bojano, il cui richiamo al medioevo forse non è dettato dal caso. Di quel periodo va ricordato il ruolo della principessa Sighelgaita, prima donna medico della storia ma anche abile tessitrice politica che affiancava il marito, Roberto il Guiscardo, nella gestione del Principato. Donna di ingegno e coraggio, ai vertici della medicina e della politica. Quindi, un esempio da imitare.

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