Di Giuseppe Geppino D’Amico
Nel week end della settimana scorsa la capitale del folklore si è trasferita nel Vallo di Diano grazie alla Federazione Italiana Tradizioni Popolari, che ha organizzato a Polla la Rassegna di Musiche, Canti Folklorici ed Etnici con premiazione dei Padri e delle Madri del Folklore. Un’apposita giuria ha proclamato i vincitori delle due categorie: 4 gruppi etnici in gara per la Categoria A e 6 gruppi folklorici per la Categoria B. La rassegna si è avvalsa del patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Salerno, del Comune di Polla, della Fondazione MIDA, della IGF e dello IOV. Ospite d’onore della manifestazione il musicista Tony Esposito, che nella prima serata ha tenuto un applaudito concerto. Ma che cos’è il folklore e perché mantiene intatto il suo fascino?
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Ancora una volta Polla ha aperto le porte alla musica folklorica ed etnica con una manifestazione nazionale straordinaria che si aggiunge al Festival del Folklore che da oltre 40 anni si tiene nel mese di agosto. Il folklore è storia, tradizioni, balli, suoni, canti, ma anche poesia. Proprio con la poesia “Custumo Antico”, scritta da Gerardo Ritorto alla fine degli anni ’50, la manifestazione ha preso il via alla presenza delle massime autorità della FIITP, rappresentata ai massimi livelli con il presidente Gerardo Bonifati e l’intera Giunta nazionale. A fare gli onori di casa il sindaco Massimo Loviso ed il Gruppo Folk Tanager di Polla, premiato dalla FITP per la sua lunga attività in Italia e all’estero in quasi cento anni di presenza e attività. Il Tanager, infatti, fondato nel 1928 dal Cav. Amedeo De Luca, si accinge a celebrare fra due anni il primo secolo di attività.
La parola folklore deriva da Folk e Lore (scienza). Il neologismo fu creato nel 1846 dall’archeologo inglese Guglielmo Thomas per indicare il patrimonio delle tradizioni popolari, tramandare le consuetudini della vita domestica e civile nei linguaggi, nei canti, nei proverbi, nei giochi e nelle usanze. Far parte di un Gruppo Folk significa sviluppare associazionismo, favorire l’aggregazione dei giovani e prendersi cura nei minimi particolari del rispetto degli usi e costumi locali e della genuinità dei canti e delle danze della tradizione. Come ha scritto Enzo Cocca nell’editoriale del numero in uscita della rivista Il Folklore d’Italia, “C’è un filo invisibile che unisce passato e presente, generazioni lontane e volti di oggi. Quel filo si chiama folklore: un patrimonio fatto di musiche, danze, riti, feste, racconti e sapori che custodiscono l’identità più autentica di un territorio. Non è nostalgia, non è semplice spettacolo: è memoria viva, è cultura condivisa, è comunità. In un mondo che corre veloce verso l’omologazione, il folklore rappresenta una radice profonda. Racconta chi siamo, da dove veniamo e, spesso, anche dove stiamo andando. Ogni costume tradizionale, ogni canto popolare, ogni processione è una narrazione collettiva che si rinnova nel tempo”.
Se nella prima giornata, dedicata alle premiazioni, ad entusiasmare il pubblico è stato Tony Esposito, noto per aver contribuito al sound di artisti come Pino Daniele, Gino Paoli e Francesco Guccini, nella serata finale non è mancata l’emozione per alcuni riconoscimenti in memoriam attribuiti a Raffaele Sabbatella e Antonio Ventura. Raffaele Sabbatella, scomparso qualche anno fa, è stato il più noto virtuoso della ciaramella pollese: era uno dei pochi a suonarne due contemporaneamente. Diversa la storia di Antonio Ventura, originario di Sant’Arsenio ma trasferitosi per lavoro a Castrovillari. Ventura, che cantava nel Gruppo Folklorico di Sant’Arsenio, è stato interprete di una canzone presente proprio nel noto film del 1971 ispirato al Decameron di Boccaccio. A fare questa scoperta il figlio Vincenzo, imbattutosi casualmente sul web nella notizia della conferenza stampa durante la quale si parlava del libro di Arsenio D’Amato “Un cacciatore di suoni a Sant’Arsenio” e di Alan Lomax, etnomusicologo, antropologo e produttore discografico statunitense che venne in Italia, dal 1953 al 1955, tra Caggiano, Polla e Sant’Arsenio. Si citavano anche la voce femminile della canzone, Iolanda Pica, e quella maschile, Antonio Ventura, registrati dallo stesso Lomax.
Per quanto riguarda la gara si sono esibiti gruppi folklorici e gruppi di musica etnica. Non facile il lavoro della giuria, presieduta dal direttore artistico Nicola Di Lecce e composta da Sasà Piedepalumbo, Antonio Romano, Enzo Cocca, Gianpiero Cannas e Santino Marrino. Per i gruppi folklorici sono stati premiati: ’A Paranza d’ ’O Lione (Campania – terzo posto), Gruppo I Bey (Lombardia – secondo posto) e I Miromagnum (Calabria – primo posto). Questi, invece, i premiati per i gruppi etnici: terzo premio ex aequo ai gruppi I Tammorra (Sicilia) e I Cantori di Civitate San Paolo (Puglia); secondo posto al gruppo Lu Chicchirichì (Basilicata); primo posto al gruppo Città di Ostuni (Puglia). Al termine della serata, nel ringraziare i gruppi, il sindaco di Polla Massimo Loviso e il presidente nazionale della FITP, Gerardo Bonifati, hanno espresso grande soddisfazione per la riuscita della manifestazione, dando appuntamento alla 39ª edizione del Festival Internazionale del Folklore, che si terrà a Polla nei giorni 8 e 9 agosto prossimi.


