Oltre cento lavoratori precari dell’Asl Salerno si sono riuniti ieri in assemblea sindacale per discutere le criticità legate alla loro condizione occupazionale. All’incontro, che ha visto la partecipazione di personale con diverse tipologie contrattuali, dai tempi determinati ai professionisti con partita Iva fino ai borsisti, erano presenti il segretario generale della Cisl Fp Salerno, Miro Amatruda, i coordinatori di area Andrea Pastore e Lorenzo Conte, e la segretaria provinciale della Felsa Cisl, Giusy Petitti.
Durante l’assemblea sono state analizzate le differenti forme di precarietà che caratterizzano il personale dell’azienda sanitaria. Particolare attenzione è stata dedicata alla proroga dei contratti e all’avvio dei processi di stabilizzazione per coloro che hanno già maturato i requisiti previsti dalla normativa, anche alla luce delle recenti sentenze del Tar Campania che hanno interessato la posizione dei borsisti.
Un focus specifico è stato dedicato alla deliberazione numero 280 del 24 febbraio 2026. Secondo la Cisl Fp, questo provvedimento rischia di avere pesanti ricadute occupazionali. La mancata proroga di alcune linee progettuali fondamentali, come quelle relative alle Cure Palliative e Terapia del Dolore, alle Reti Oncologiche e all’Assistenza Primaria, potrebbe portare, alla loro naturale scadenza, alla cessazione dei rapporti di lavoro per numerosi operatori. La scadenza interesserebbe lavoratori con contratti in scadenza tra aprile, maggio e giugno 2026, compresi alcuni che non hanno ancora raggiunto il limite dei ventiquattro mesi di attività previsto dai progetti stessi.
Il sindacato sottolinea come questi lavoratori siano stati selezionati attraverso avvisi pubblici per progetti finanziati e abbiano nel tempo maturato competenze professionali che hanno contribuito in modo significativo al rafforzamento dei servizi socio-sanitari territoriali. L’eventuale interruzione di questi rapporti, soprattutto a fronte della possibile pubblicazione di nuovi bandi per le stesse linee progettuali, rischierebbe di perpetuare un sistema di precarietà e di compromettere gravemente la continuità assistenziale per i pazienti.
Miro Amatruda, segretario generale della Cisl Fp Salerno, ha dichiarato che “il precariato nella sanità salernitana si manifesta attraverso diverse figure giuridiche contrattuali che necessitano di risposte concrete e immediate, poiché si tratta di lavoratori che da anni garantiscono servizi essenziali e sono stati selezionati tramite procedure pubbliche“. Amatruda ha sottolineato l’urgenza di “attivare percorsi di stabilizzazione per chi ha maturato i requisiti di legge, al fine di evitare che il sistema continui a generare nuove forme di precarietà“.
Nel corso del confronto è emersa anche la possibilità di individuare soluzioni organizzative attraverso una programmazione delle assunzioni legata ai nuovi servizi territoriali previsti dal Pnrr. I coordinatori di area della Cisl Fp, Andrea Pastore e Lorenzo Conte, hanno evidenziato come “l’attivazione delle Case di Comunità e la definizione delle nuove dotazioni organiche offrano le condizioni per programmare seriamente il superamento del precariato“. A loro avviso “è possibile coniugare lo svolgimento delle procedure concorsuali già avviate con un percorso graduale di stabilizzazioni che valorizzi le professionalità che oggi garantiscono il funzionamento dei servizi“.
Alla luce delle criticità emerse e delle numerose richieste di confronto già avanzate all’azienda, la Cisl Fp Salerno ha annunciato ufficialmente l’attivazione dello stato di agitazione. Il sindacato ha comunque ribadito la piena disponibilità al dialogo con il management aziendale per individuare soluzioni condivise che possano scongiurare conseguenze negative per i lavoratori e per l’erogazione dei servizi. I lavoratori interessati sono invitati a seguire l’evoluzione della vertenza e a partecipare alle iniziative che verranno promosse a tutela della dignità e della stabilità lavorativa.


