È passato poco più di un anno dall’avvio, nel gennaio 2025, della sperimentazione della Riforma della disabilità nella provincia di Salerno, tra le prime nove realtà italiane coinvolte nella fase iniziale del nuovo sistema di accertamento. Un percorso che oggi, mentre l’INPS annuncia l’avvio della terza fase della sperimentazione dal 1° marzo 2026, può essere letto anche alla luce dell’esperienza maturata nel territorio salernitano.

Gabriele Fava, Presidente dell’INPS, esprime la soddisfazione dell’Istituto per i primi due step di sperimentazione: “Il bilancio delle prime due fasi della sperimentazione è complessivamente positivo. La riforma sta portando una progressiva semplificazione nell’accesso alle prestazioni. L’istituto sta seguendo una modalità operativa particolarmente efficace, con una visione unitaria centro-territorio. E la risposta dei territori ai cambiamenti è senz’altro rilevante. La centralità della persona, su cui è costruito il progetto voluto dalla Ministra Locatelli, è tutelata dal ruolo dell’INPS orientato all’uniformità sull’intero territorio nazionale. L’INPS sta investendo in innovazione tecnologica, logistica, interoperabilità tra Amministrazioni e processi più snelli, affinché ogni cittadino possa accedere alle prestazioni senza ostacoli burocratici. È un passo concreto verso un sistema più moderno, equo e orientato alla qualità”. Un passaggio che assume un significato particolare proprio per il Salernitano, dove la riforma è operativa da oltre dodici mesi.
La sperimentazione attua quanto previsto dal decreto legislativo n. 62/2024, in attuazione del decreto-legge n. 19/2026 (art. 7). Tra le principali novità vi è la nuova modalità di avvio del procedimento di accertamento della disabilità. Oggi è sufficiente la trasmissione telematica all’INPS del “certificato medico introduttivo”, senza ulteriori domande o adempimenti amministrativi. Con questo sistema, l’INPS diventa titolare unico del processo di accertamento, con l’obiettivo di semplificare l’iter burocratico, ridurre i tempi di gestione e garantire maggiore uniformità sul territorio nazionale. Un cambio di paradigma che punta a mettere realmente al centro la persona e i suoi diritti.
Le tre fasi della sperimentazione

-La prima fase sperimentale, partita il 1° gennaio 2025, ha interessato le province di Salerno, Brescia, Trieste, Forlì-Cesena, Firenze, Perugia, Frosinone, Catanzaro e Sassari. Salerno è stata quindi tra le province apripista del nuovo modello.
–Dal 30 settembre 2025 la sperimentazione è stata estesa alle province di Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo e Vicenza, oltre alla Regione autonoma Valle d’Aosta e alla Provincia autonoma di Trento
–Dal 1° marzo 2026 il nuovo sistema sarà attivato in ulteriori province, tra cui: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Terni, Treviso, Venezia, Verona, nonché la Provincia autonoma di Bolzano. Anche in queste province, quindi, dal 1° marzo 2026, il certificato medico introduttivo sarà l’unico strumento valido per avviare il procedimento di riconoscimento della condizione di disabilità.
Per il territorio salernitano, dunque, la riforma è una realtà già in corso da oltre un anno. Il bilancio tracciato dall’INPS a livello nazionale consente oggi di leggere anche l’esperienza locale come parte di un processo più ampio di modernizzazione, semplificazione amministrativa e uniformità dei diritti. Un percorso che punta a rendere l’accesso alle prestazioni meno complesso e più vicino alle esigenze concrete dei cittadini.


