di Elia Rinaldi
La statua della Divina Pastora attraversa i paesi del Vallo di Diano, portando con sé una storia che unisce continenti e generazioni. È un passaggio che parla di fede, memoria e appartenenza, soprattutto per la comunità valdianese, profondamente legata al Venezuela.

In particolare, c’è un filo saldo che collega il Vallo di Diano a Barquisimeto, città simbolo della devozione alla Madonna vestita da pastorella. Nel corso del Novecento, infatti, molti abitanti della valle hanno trovato proprio in Venezuela una nuova casa, costruendo lavoro, famiglie e comunità. Oggi quel legame ritorna sotto forma di tradizione religiosa, attraverso una statua realizzata in Spagna per la comunità italo-venezuelana del Vallo di Diano e ora pellegrina tra i paesi del comprensorio.
Il culto della Divina Pastora
La storia della Divina Pastora affonda le radici nel 1736, quando a Barquisimeto arrivò per errore una statua diversa da quella ordinata. Secondo la tradizione, nessuno riuscì più a spostarla: fu interpretato come un segno. Da allora la devozione crebbe, fino a consolidarsi definitivamente nel 1855, quando durante un’epidemia di colera, dopo una processione in suo onore, i contagi cessarono. Oggi quella processione è tra le più partecipate al mondo e ogni anno milioni di persone camminano per lei.
Il legame con il Vallo di Diano
Nel Vallo di Diano questa tradizione è iniziata nel 2020 a Teggiano, per poi coinvolgere Sala Consilina e proseguire nei diversi paesi, anche a Padula, dove la presenza della Divina Pastora assume un significato particolare proprio per il forte legame storico con il Venezuela.
Il pellegrinaggio della statua si svolge con un programma che dedica ogni giornata a una fascia diversa della comunità: i giovani, gli anziani, gli ammalati e i bambini, spesso accompagnati da momenti di preghiera e celebrazioni come la Via Crucis.
Il programma e il pellegrinaggio
Questa settimana la Divina Pastora sarà a Padula presso la Chiesa di S. Alfonso Maria de’ Liguori con il seguente programma: martedì 24, giornata dei giovani alle ore 18:00; mercoledì 25, giornata degli anziani alle ore 18:00; giovedì 26, giornata degli ammalati alle ore 18:00; venerdì 27, giornata dei bambini alle ore 18:00, con la Via Crucis. Il pellegrinaggio continuerà poi a Sassano dal 28 febbraio al 7 marzo e a Teggiano dal 7 al 15 marzo.






