Di Giuseppe Geppino D’Amico

Parafrasando l’incipit della canzone “Le Nuvole” di Fabrizio De André (“Vanno, vengono, ogni tanto si fermano // Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare // e magari si fermano tanti giorni”, forse per cinque anni), questi pochi versi del compianto cantautore genovese sembrano offrire la migliore testimonianza di quello che sta succedendo nella città di Salerno, dove gli elettori a maggio prossimo torneranno alle urne per eleggere il sindaco e il nuovo Consiglio comunale, dopo le dimissioni – con relative polemiche – del sindaco Vincenzo Napoli, che ha guidato la città negli ultimi 11 anni. Dimissioni che hanno provocato notevole rumore, soprattutto perché si è subito capito che, dopo venti anni trascorsi alla guida della città e dieci alla guida della Regione Campania, Vincenzo De Luca si sarebbe candidato per la quinta volta a sindaco di Salerno. La discussione si è subito accesa, soprattutto nel Centrosinistra, dove non tutti sono d’accordo sul possibile ritorno di De Luca alla guida della seconda città della Campania. Ad esprimere parere contrario sono soprattutto gli esponenti dei partiti politici che hanno dato vita al Campo largo (spesso definito da De Luca “un Campo santo”), che ha consentito al Centrosinistra di vincere le elezioni regionali anche con l’appoggio di De Luca, che oltre ad alcuni candidati eletti nella lista ufficiale del PD ha presentato una propria lista, “A testa alta”, portando in Regione altri quattro consiglieri. Dopo le elezioni di novembre il dibattito si è sviluppato sul tema “De Luca sì – De Luca no”; ne parlavano e ne parlano tutti tranne il diretto interessato, che solo venerdì scorso ha espresso l’intenzione di ricandidarsi, infiammando ulteriormente il confronto politico. Lo ha fatto nel consueto appuntamento televisivo del venerdì, a modo suo, sbeffeggiando alleati e “campo largo”, tracciando un mega programma di rilancio della città che considera “sua”, pur avendo origini lucane (è nato a Ruvo del Monte, dove lo scorso anno è stato insignito della cittadinanza onoraria): “Chi mi vuole votare, mi vota”, ha affermato. E, in risposta alla domanda di una giornalista sulle possibili alleanze e soprattutto sul “campo largo”, ha poi aggiunto: “Mi volete far bestemmiare? Dovete andare a Pompei a piedi se decido di impegnarmi, per come siamo combinati”.

Nel corso di un dibattito alla Camera di Commercio sul tema “La libertà di partire, il diritto di restare”, ha sostenuto che “Bisogna riprendere la città” ed ha evidenziato la necessità di affrontare temi quali sicurezza, urbanistica, lavoro, giovani:“Si ricomincia, bisogna riprendere la città e la provincia”, lasciando intendere che dopo il Comune punterà alla presidenza di Palazzo Sant’Agostino. In merito al programma elettorale lo ha così sintetizzato: “Dobbiamo ricreare una speranza, rimettere mano a un piano straordinario di rinnovamento e di riqualificazione urbana. Puntare su nuovi investimenti per la città. Ridare un’immagine bella a Salerno. Riprendere pezzo per pezzo questa città, bonificarla completamente. Sarà la ripresa di un cammino, così si creerà anche entusiasmo”.
Anche se la candidatura di De Luca era nell’aria, i partiti del Centrosinistra che dovrebbero sostenerlo continuano a parlare di Campo largo senza indicare un nome alternativo. E mentre la data delle elezioni si avvicina sempre di più, anche il Centrodestra non ha ancora indicato il nome da contrapporre a De Luca, che ha già pronte le tre liste civiche che lo sosterranno insieme alla lista di Avanti Psi, i cui vertici si sono già espressi favorevolmente.
Le deleghe alla Provincia: Guzzo ridisegna l’assetto
Intanto a Palazzo Sant’Agostino il Vice Presidente e attuale Presidente facente funzioni, Giovanni Guzzo, ha assegnato le deleghe ai consiglieri. Essendo un uomo di scuola, ha tenuto per sé le deleghe all’Edilizia Scolastica e al Piano di Dimensionamento Scolastico, ambiti centrali per la programmazione e la gestione dell’offerta formativa sul territorio.

La gestione delle Finanze è stata attribuita al sindaco di Polla, Massimo Loviso, chiamato a garantire equilibrio di bilancio e sostenibilità economica. Per la Cultura e la Valorizzazione dei Beni Museali la responsabilità è stata affidata a Francesco Morra, con l’obiettivo di rafforzare l’identità culturale e promuovere il patrimonio storico-artistico locale. Ad Annarita Ferrara vanno le deleghe al Governo del Territorio, alle Politiche Sociali e Sanitarie e alle Pari Opportunità, settori chiave per la pianificazione urbanistica e per il sostegno alle fasce più fragili della popolazione. Mobilità e Masterplan Litorale Salerno Sud sono invece in capo a Giuseppe Lanzara, chiamato a seguire uno dei progetti più rilevanti in termini di infrastrutture e sviluppo costiero. A Giuseppe Arena sono state assegnate la Viabilità Provinciale e le Politiche Giovanili, con un’attenzione particolare alla sicurezza delle strade e al coinvolgimento delle nuove generazioni nelle dinamiche istituzionali. Michele Ciliberti si occuperà di Fondi Europei, PNRR e Affari Legali, ambiti strategici per intercettare risorse e garantire solidità amministrativa e progettuale. All’Agricoltura e alle Foreste lavorerà Giorgio Marchese, con l’obiettivo di sostenere le filiere produttive e la tutela del patrimonio ambientale. La delega al Personale e alle Società Partecipate è stata affidata a Rosario Carione, che seguirà l’organizzazione interna dell’Ente e i rapporti con gli organismi controllati. Turismo e Sport saranno di competenza di Davide Zecca, in un’ottica di promozione territoriale e valorizzazione degli eventi. Transizione Digitale e Promozione delle Aree Interne e del Territorio sono le deleghe assegnate a Elio Guadagno, con particolare attenzione ai processi di innovazione e riequilibrio territoriale. Infine, a Roberto Antonio Mutalipassi sono state conferite le deleghe all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile, settori centrali nelle politiche di tutela e pianificazione futura.
Con questa articolazione delle deleghe, la Provincia punta a rafforzare l’azione amministrativa, assicurando una guida politica chiara in ogni ambito strategico e una maggiore efficienza nella realizzazione dei programmi.



Potra essere simpatico o non simpatico a molti, ma vince sempre la libertà del voto popolare. Se vince è farà male il voto futuro lo potrà punire… cosa che purtroppo non succede con liste elettorali delle elezioni nazionali dove i candidati sono sempre indirizzati dai partiti.