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A Polla si respira l’aria migliore della Campania: il Vallo di Diano tra i territori più virtuosi secondo Legambiente

Di Antonio Sica

La migliore aria della Campania si respira nel Vallo di Diano: è il dato che emerge dal nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, pubblicato il 9 febbraio, che analizza la qualità dell’aria nelle città italiane sulla base dei dati Arpac.

Tra i centri monitorati, Polla e Ottati risultano infatti tra i pochi comuni campani già in linea con i futuri limiti europei previsti per il 2030.

Un risultato che proietta il Vallo di Diano tra le aree più virtuose della regione dal punto di vista ambientale.

Polla tra le città più virtuose della Campania

POLLA

Secondo il dossier, in Campania solo sei città rispettano già i limiti europei sulle polveri sottili che entreranno in vigore nel 2030. Tra queste spiccano proprio Polla e Ottati, due realtà del territorio salernitano che emergono come esempi positivi nel quadro regionale.

Il dossier di Legambiente prende in esame le città dotate di centraline di monitoraggio della qualità dell’aria con serie storiche complete dei dati Arpac, necessarie per confrontare i valori con i nuovi limiti europei previsti per il 2030.

Per questo motivo, molti comuni del Vallo di Diano e della regione non compaiono nella classifica, non perché privi di buona qualità dell’aria, ma perché non rientrano nella rete di monitoraggio utilizzata dal dossier.

Il report analizza in particolare i livelli di PM10, PM2.5 e biossido di azoto (NO₂), gli inquinanti più pericolosi per la salute.
Il dato conferma come le aree interne, meno urbanizzate e con minore traffico e pressione industriale, possano garantire condizioni ambientali migliori rispetto alle grandi aree metropolitane.

SALERNO

Salerno prima tra i capoluoghi campani

Buone notizie anche per il capoluogo di provincia. Tra le città capoluogo della Campania, Salerno è quella con la situazione migliore rispetto ai nuovi target europei.

La provincia salernitana dovrà ridurre le concentrazioni di PM10 solo del 9% per rientrare nei limiti del 2030, una distanza molto più contenuta rispetto ad altre realtà regionali.

Il confronto con gli altri capoluoghi è significativo:

  • Napoli dovrà ridurre il PM10 di circa 30%
  • Benevento del 25%
  • Caserta del 23%
  • Avellino del 12%

Anche per il biossido di azoto, Salerno presenta una situazione meno critica rispetto ad altre città campane.

Il quadro regionale: ancora lontani dagli obiettivi europei

Nonostante i dati positivi per alcune realtà, il report evidenzia come la Campania sia ancora lontana dai nuovi limiti UE sulla qualità dell’aria. La maggior parte delle città dovrà infatti ridurre sensibilmente le emissioni nei prossimi anni, soprattutto intervenendo su:

  • traffico veicolare
  • riscaldamento domestico
  • mobilità sostenibile
  • riqualificazione energetica degli edifici

Secondo Legambiente, la qualità dell’aria non può più essere affrontata come un’emergenza episodica, ma deve diventare una priorità strutturale delle politiche ambientali.

Un segnale importante per il Vallo di Diano

Il risultato ottenuto da Polla e Ottati rappresenta quindi un segnale molto positivo per l’intero territorio del Vallo di Diano. In un contesto regionale spesso segnato da criticità ambientali, l’area si conferma come un polmone verde della Campania, capace di offrire qualità della vita e sostenibilità ambientale.

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