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Ansia Scolastica, le riflessioni di una studentessa del Liceo “M. T. Cicerone” di Sala Consilina dopo il convegno sul tema

Il convegno sull’ansia scolastica che si è tenuto ieri a Sala Consilina presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Marco Tullio Cicerone”, per iniziativa dell’Interact del Rotary Club Sala Consilina-Vallo di Diano, ha suscitato notevole interesse sia presso il Liceo Classico che presso l’ITIS. Ne è testimonianza l’ampio dibattito che si è sviluppato dopo l’introduzione del relatore, Aniello Baselice, Dirigente Medico della Comunità Terapeutica Terra Futura, centro altamente specialistico allocato presso l’ospedale di Sant’Arsenio che si occupa delle dipendenze. Sull’argomento vallopiu.it ha pubblicato un ampio servizio e un’intervista con il dottor Baselice realizzata al termine del secondo incontro. Oggi ci è pervenuta la riflessione di un’alunna del Liceo Classico che volentieri pubblichiamo.

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Di Gaia Maria Montuori

Nella giornata di ieri si è tenuto un incontro fra gli studenti del Liceo Classico “Marco Tullio Cicerone” e l’Interact, gruppo di ragazzi tra i 14 e i 18 anni espressione del Rotary Club Sala Consilina-Vallo di Diano, affrontando la tematica dell’ansia scolastica. Essendo io una studentessa, ho trovato molto interessante e stimolante il confronto, poiché è un tema che accomuna tutti noi ragazzi. Infatti, personalmente mi sono ritrovata spesso a vivere quella che viene definita “ansia da prestazione”, per la paura di deludere sia le aspettative altrui che quelle di me stessa. Lo psichiatra con il quale abbiamo interloquito, il dottor Aniello Baselice, ci ha spiegato che è una sensazione normalissima; tuttavia, bisogna imparare a riconoscere i segni di quest’ansia.

Molto spesso ci troviamo a vivere momenti in cui siamo presi dal panico, prima di una verifica o di un’interrogazione importante e io stessa a volte ho avvertito questa situazione schiacciante che manda in totale confusione. Credo che tutto questo derivi dal fatto di vivere in un’epoca in cui non si tollera il concetto di fallimento o di insuccesso, e noi ragazzi stessi ne risentiamo maggiormente, avendo sulle spalle il peso delle aspettative degli adulti. Inoltre, a mio parere, frequentemente è anche il paragone con gli altri a farci avvertire questo senso d’ansia, di sentirsi indietro oppure di non essere in tempo. Credo poi che tutto ciò che vediamo sui social, l’esibizione di una vita perfetta, ci influenzi al punto tale da farci credere di non vivere appieno la nostra, così subentra quel senso di vuoto e di inquietudine. In aggiunta, io molto spesso avverto anche l’ansia di non riuscire a controllare le cose e questo mi fa sentire impotente, come se non riuscissi ad avere in mano la mia vita. Tuttavia, mi è capitato di leggere una frase di Aristotele che mi ha segnato molto: “Se c’è soluzione, perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione, perché ti preoccupi?”. Credo che questa massima sia profondamente veritiera. Ci invita infatti a non farsi prendere dal panico nei problemi, e a non cercare una soluzione a qualcosa che a volte non dipende da noi.

Nella mia vita, posso dire di non avere né una famiglia che mi pressa, né un contesto scolastico che mi provoca paura o panico, e mi ritengo molto fortunata. Tuttavia, avverto anche io una certa pressione, che, come ho detto, è provocata da un confronto costante con gli altri, sebbene involontario. Ciò che mi aiuta, nella maggior parte dei casi, è parlarne con la mia famiglia e riconoscere io stessa quella sensazione, affrontandola e ascoltandomi, ricordando anche a me stessa che si è in un vero problema quando si prova paura di fronte a qualcosa di evidente, non quando si prova ansia di fronte alla possibilità di non riuscire, anche se poco probabile.

Infine, parlando di ansia e futuro, ho trovato le considerazioni molto interessanti e condivido appieno la riflessione. Difatti le generazioni passate avvertivano meno il senso di ansia sul proprio futuro, avendo buone prospettive, in anni in cui ormai sembrava superata la guerra e con essa la povertà. Ciò che invece gli adulti ci stanno lasciando è un futuro che manca delle più rosee aspettative. Non solo la piaga della dipendenza dai social media, che sta iniziando ad un’età sempre più precoce, ma anche le guerre, i conflitti e tutte le situazioni problematiche. Quindi, vivendo in una società che ci mette costantemente di fronte a nuove sfide e in condizioni di paragone, possiamo solo imparare a gestire queste emozioni forti e ad affrontarle con la piena consapevolezza di saper e riuscire a superare tutto.

Gaia Maria Montuori – Classe II, Liceo Classivo M. T. Cicerone

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