Rafforzare la sicurezza negli istituti scolastici della provincia di Salerno, attraverso un’azione coordinata che tenga insieme prevenzione, ascolto e controllo. È questo l’obiettivo della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata in Prefettura dal Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, e allargata alle istituzioni che si occupano dell’universo giovanile. L’incontro fa seguito ai recenti e gravi fatti di cronaca e alla direttiva congiunta dei ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi, finalizzata a mettere “a sistema” il dialogo tra il mondo della scuola e le Prefetture, per avviare percorsi integrati di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità e violenza. Alla riunione hanno partecipato, oltre ai vertici delle Forze di Polizia, anche il Tribunale e la Procura della Repubblica per i minorenni, l’Ufficio scolastico regionale, i Dipartimenti per le dipendenze e la salute mentale dell’Asl di Salerno, la Provincia, il Comune di Salerno e Anci Campania. La sicurezza nelle scuole è stata individuata come una priorità condivisa, che richiede risposte strutturate, coordinate e multilivello, capaci di tenere insieme prevenzione, sostegno e azione di contrasto a ogni forma di violenza.

In questo quadro, il percorso delineato si sviluppa lungo due direttrici complementari. La prima riguarda il confronto diretto con la comunità scolastica, attraverso l’istituzione di un tavolo di lavoro che si riunirà a breve in Prefettura, con la partecipazione dell’Ufficio scolastico regionale. Il tavolo sarà composto da rappresentanti delle scuole, dell’Asl, dei servizi sociali, delle Forze di Polizia e della giustizia minorile. L’obiettivo è realizzare moduli informativi e formativi rivolti a dirigenti e docenti, per creare un rapporto diretto tra gli istituti scolastici e tutte le istituzioni coinvolte, rafforzando la capacità di prevenzione. Particolare attenzione sarà dedicata alla definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, alla tempestiva attivazione delle Forze di Polizia e al coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile. In questo percorso, i docenti saranno accompagnati verso una maggiore consapevolezza degli strumenti disponibili, anche attraverso il riconoscimento di segnali “sentinella”, utili a individuare per tempo situazioni di disagio e vulnerabilità tra i ragazzi.
La seconda direttrice riguarda invece le attività di controllo e prevenzione attiva. È prevista una mappatura delle scuole, finalizzata a individuare le situazioni più a rischio, come comportamenti violenti all’esterno degli istituti, spaccio di stupefacenti o episodi reiterati di bullismo. Su questa base verranno pianificati controlli a campione, secondo un livello di intervento crescente. Gli istituti scolastici potranno essere temporaneamente inclusi nei Piani di controllo coordinato del territorio, con l’attivazione di controlli mirati e, se necessario, di ispezioni esterne o interne. Nelle situazioni più gravi – d’intesa e su richiesta dei dirigenti scolastici interessati, nel pieno rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali delle persone – potrà essere disposto anche l’impiego di strumenti di controllo agli accessi, inclusi dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, qualora ritenuti necessari per prevenire il possesso o l’introduzione di armi.

L’intero impianto sarà accompagnato da monitoraggi periodici, utili a valutare l’efficacia delle misure adottate e ad aggiornare costantemente le strategie di intervento, con l’obiettivo di costruire un sistema di sicurezza non solo repressivo, ma capace di prevenire il disagio, sostenere la comunità educante e garantire ambienti scolastici sicuri, inclusivi e sereni.
A margine dell’incontro, il Prefetto di Salerno, Francesco Esposito, ha sottolineato: “Rafforzare i presidi di prevenzione e sicurezza all’interno della scuola significa creare le migliori condizioni per la formazione dei nostri giovani e la crescita della cultura del rispetto, come presupposto fondamentale per una società capace di rifiutare ogni forma di violenza e prevaricazione. Lavoriamo tutti insieme, condividendo che la migliore arma per far valere le nostre idee è il confronto, nel pieno rispetto dell’altro”.


