L’elenco con i nomi dei nuovi assessori della Giunta Regionale reso noto dal presidente Roberto Fico nel pomeriggio dell’ultimo giorno del 2025 ha spostato il dibattito da quelle che erano le aspettative dei partiti ai nuovi assessori anche perché, rispetto alle indiscrezioni della vigilia non sono mancati nomi che hanno destato più di qualche sorpresa e qualche mal di pancia.

Come è noto, la nuova giunta è composta da 3 assessori del Partito Democratico (Mario Casillo -vice presidente, Vincenzo Cuomo e Andrea Morniroli) e uno ciascuno per A Testa Alta (Fulvio Bonavitacola, vicepresidente di De Luca nei dieci anni precedenti), Movimento 5 Stelle (Claudia Pecoraro), Lista Presidente Fico (Fiorella Zabatta), Avanti Psi (Vincenzo Maraio), Casa Riformista (Angelica Saggese), AVS (Ninni Cutaia), e Noi di Centro-Mastella (Maria Carmela Serluca). Il presidente Fico ha riservato a se stesso le deleghe alla Sanità, al Bilancio e ai Fondi nazionali ed europei. Il dato importante che emerge dalla lettura della lista è che la provincia di Salerno è rappresentata da quattro assessori (Bonavitacola, Maraio, Pecoraro e Saggese) mentre nessun assessore rappresenta la provincia di Caserta.

Naturalmente, di fronte alle sorprese proposte da Fico non sono mancati i commenti di segno opposto. Per il segretario regionale del PD, Piero De Luca, siamo in presenza di una giunta di alto profilo: “È stato fatto un lavoro serio e responsabile per mettere in campo energie e competenze di spessore, con l’obiettivo di dare risposte alle esigenze e istanze dei nostri cittadini e dei nostri territori. Abbiamo svolto un confronto importante e sempre costruttivo anche con le altre forze politiche e civiche della coalizione. Siamo pienamente soddisfatti per l’esito e per la composizione complessiva della squadra, formata da esponenti politici ma anche da figure espressione della società civile”.
Diversa l’opinione dei rappresentanti dell’opposizione. Il più loquace è senza dubbio Gennaro Sangiuliano, il capogruppo di Fratelli d’Italia ed ex ministro della Cultura che non ha voluto rinunciare a fare sfoggio della sua…..cultura: “E’ davvero sorprendente la modalità con cui sia nata la nuova giunta regionale della Campania, peggio ancora risulta la sostanza delle scelte fatte. Dopo settimane di laceranti litigi interni alla maggioranza, soprattutto all’interno del Pd, ‘la junta’ è stata comunicata il 31 dicembre, quasi di nascosto, con una scena degna delle pagine del romanzo ‘L’autunno del patriarca’ di Gabriel García Márquez, consapevoli che il giorno dopo non sarebbero usciti i quotidiani. Il cahier de doléances è lungo e denso: Fico ha tenuto per sé deleghe chiave come la Sanità, il Bilancio e i fondi europei”.

Sulla situazione determinatasi a seguito della nomina della nuova non poteva mancare l’opinione di Vincenzo De Luca che, dopo il silenzio delle ultime settimane ha ripreso i suo interventi del venerdì pomeriggio: “Ho visto che restano in capo al presidente le deleghe alla sanità e bilancio. Sono cose difficili, c’è bisogno di collaborazione”. Quindi si è detto pronto ad operare con spirito di collaborazione auspicando che non ci si allontani “nemmeno di una virgola dal rigore spartano con il quale abbiamo governato” e che si “segua un metodo di lavoro rigoroso e corretto”. Infine ha fatto una dichiarazione in senso contrario rispetto a quanto anticipato da Fico al termine della prima seduta del Consiglio Regionale quando aveva annunciato il ritiro della querela di De Luca nei confronti di Report, la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci che in campagna elettorale si occupò delle liste d’attesa regionali. In proposito Vincenzo De Luca ha dichiarato: “La querela non può essere ritirata perché non è stata ancora depositata. La presenterò a titolo personale per difendere un principio di correttezza. La libertà dei giornalisti è un diritto da difendere ma non è un diritto quello di mentire e non ci può nascondere dietro posizione di vittimismo. La libertà dei giornalisti va difesa con i denti insieme però al principio di responsabilità; per questo farò la querela per diffamazione a Report anche per tutelare coloro che hanno lavorato per la sanità in Campania”.

Anche se è lecito attendersi altri commenti sulla composizione della giunta l’attenzione si sposta sugli ulteriori assetti del Consiglio Regionale che, verosimilmente nella seconda metà del mese, dovrebbe tornare a riunirsi per l’elezione dei presidenti delle commissioni permanenti e di quelle speciali. Il, toto nomine, già iniziato vede in prima fila Corrado Matera, il più votato del PD in provincia di Salerno. Intanto i partiti sono alle prese con la speciale campagna elettorale in vista delle elezioni provinciali che vedrà impegnati sindaci e consiglieri dei 158 comuni salernitani ad eleggere i sedici componenti che daranno vita al nuovo consiglio provinciale. Difficile avanzare previsione anche perché si procederà con il voto ponderato in base al quale il singolo voto dei consiglieri viene “pesato” in base al numero degli abitanti per cui il voto del singolo consigliere della città di Salerno vale molto di più rispetto al voto di un piccolo comune del Vallo di Diano o del Cilento.


