Di Giuseppe Geppino D’Amico
L’ultimo appuntamento del 2025 della rubrica Con Tatto è dedicato alle manifestazioni organizzate il 18 dicembre scorso dalla Comunità Montana del Vallo di Diano per celebrare i primi 50 anni di attività dell’Ente. Due gli incontri in programma. Il primo è stato dedicato al Workshop Istituzionale, incentrato sul futuro dell’Ente. Diverso ma non meno significativo il momento del pomeriggio, nel corso del quale si è discusso delle prospettive future delle giovani generazioni, con la presentazione del Bando di concorso di idee rivolto agli alunni degli Istituti di Istruzione secondaria superiore. A seguire, la presentazione dell’Albo dei Presidenti e la premiazione degli otto Presidenti che hanno scritto la storia dell’Ente.
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Personalmente ho partecipato alla manifestazione su invito del Presidente Vittorio Esposito e del Vicepresidente Antonio Pagliarulo, che hanno inteso affidarmi la relazione introduttiva del pomeriggio, per ripercorrere la storia dell’Ente, in quanto ero l’unico giornalista presente alla prima seduta della Comunità Montana (anche se non ancora iscritto all’Ordine) e oggi ancora in attività.
“Star” della manifestazione il prof. Pietro Marmo, 89 anni ben portati, amministratore di lungo corso, per anni sindaco di Casalbuono e assessore alla Comunità Montana: tra i presenti era l’unico ad aver partecipato alla storica prima seduta del 28 febbraio 1975. Presenti all’incontro anche i sindaci del territorio e il Vescovo della Diocesi di Teggiano-Policastro, Padre Antonio De Luca, che ha concluso i lavori. A presiedere la storica seduta del 1975, in qualità di consigliere anziano, fu Giuseppe Bellezza di Buonabitacolo. Con votazione a scrutinio segreto, venne eletto Presidente provvisorio Andrea De Laurentiis (sindaco DC di Sassano). La giunta eletta era sostenuta e composta dai socialisti Gerardo Ritorto di Polla, Raffaele Totaro e Pasquale Tacelli di Monte San Giacomo, Lucio Gallo di Padula, Valentino Mea di Teggiano, Vincenzo Alliegro di San Pietro al Tanagro, e dai democristiani Corrado Pandolfo di Sant’Arsenio, Raffaele Annunziata di Atena Lucana, Antonio Savino di Teggiano, Felice Arenare di Sanza e Pietro Marmo di Casalbuono. In quella occasione il Consiglio Generale scelse quale sede provvisoria dell’Ente – poi divenuta definitiva l’anno successivo con l’approvazione del primo Statuto – la Certosa di Padula. Come sostennero con forza i consiglieri Enzo Vacca e Gerardo Ritorto, si trattava di “una scelta di civiltà svincolata dalle alchimie politiche e dalle debolezze municipalistiche”. Fu proprio allora che la Certosa di San Lorenzo ottenne per la prima volta dal Vallo di Diano, per il tramite delle sue rappresentanze politiche, il contributo ad essa dovuto. Una decisione che segnò il cambiamento di rotta nella storia di un monumento rimasto per troppo tempo nell’oblio. Non a caso, come gonfalone dell’Ente venne adottato un particolare del monumentale complesso cartusiano, con sfondo montano su campo giallo e verde.
La presidenza di Andrea De Laurentiis ebbe breve durata, poiché le elezioni amministrative del giugno 1975 determinarono profondi cambiamenti politici. Alla guida dell’Ente fu eletto il socialista Gerardo Ritorto, che rimase in carica fino al 1980, quando fu eletto consigliere regionale e successivamente nominato Assessore all’Industria e Artigianato, incarico ricoperto fino al 15 maggio 1982. La sua intensa carriera fu tragicamente interrotta da un incidente stradale sulla Salerno-Reggio Calabria. In quegli anni si affermava una cultura politica radicata nel territorio, che avrebbe portato in Parlamento figure come Domenico Pica, Giosi Roccamonte, Michele Pinto, Francesco Auleta, Enzo Mattina, Giuseppe Fronzuti e Antonio Innamorato, senza dimenticare Angelo Ippolito, eletto alla Regione nel 1970, e Lillino Tacelli, consigliere e assessore regionale. Un momento centrale nella vita dell’Ente fu l’approvazione del primo Statuto, con il quale vennero poste le basi per uno sviluppo territoriale capace di restituire alle popolazioni quelle condizioni socio-economiche coerenti con il patrimonio potenziale del territorio.
Oggi la Comunità Montana affronta la seconda metà del secolo guardando al futuro attraverso interventi strategici: dai Patti Territoriali al Sistema Informativo Territoriale, dal Progetto pilota per le Aree Interne al Progetto Integrato Territoriale “Certosa di Padula”, fino al Sistema culturale-turistico del Vallo di Diano, agli itinerari naturalistici, al Centro direzionale e ambientale e al sostegno all’imprenditorialità giovanile.
Al termine della manifestazione sono state consegnate otto targhe ai Presidenti che si sono succeduti alla guida dell’Ente: Andrea De Laurentiis, Gerardo Ritorto, Enrico Quaranta e Corrado Pandolfo (in memoriam), Michele Manzolillo, Enrico Zambrotti, Raffaele Accetta, Francesco Cavallone e all’attuale Presidente Vittorio Esposito, “ripetente” avendo già guidato l’Ente in un periodo precedente. Un riconoscimento è stato consegnato anche ai sindaci, “che rappresentano la voce e la forza dei 15 comuni del comprensorio”, e a chi scrive. Di questo ringrazio il Presidente Vittorio Esposito e l’Assessore Antonio Pagliarulo: un riconoscimento fa sempre piacere. Essere il decano dei giornalisti del Vallo di Diano presenta, talvolta, anche qualche aspetto positivo.
Termina qui l’ultimo appuntamento di Con Tatto del 2025. L’occasione è gradita per formulare, a nome dell’intera redazione di Vallopiù.it, i migliori auguri di un felice Natale e di un proficuo anno 2026 a quanti ci seguono su Vallopiù.it e su 105 TV, l’emittente che ci ospita nelle Pagine del lunedì mattina. Auguri.


